Il PSG ha la sua prima vera squadra satellite: l’Eupen, che gioca nella seconda divisione belga

Con l’acquisizione dell'Eupen, la proprietà del Qatar si è allineata alle grandi realtà che adottano il modello della multiproprietà.
di Redazione Undici 09 Dicembre 2025 alle 19:58

Qatar Sports Investments (QSI), il fondo sovrano che controlla il Paris Saint-Germain, ha completato l’acquisizione del KAS Eupen, club militante nella seconda divisione belga. Sebbene la società gravitasse già nell’orbita di Doha tramite la “Aspire Zone Foundation”, che ne aveva fatto un incubatore strategico per la nazionale qatariota in vista dei Mondiali 2022, oggi lo scenario cambia radicalmente. L’Eupen, infatti, dismette i panni di strumento geopolitico-sportivo e passa sotto il controllo diretto della proprietà del club parigino, diventando ufficialmente la prima vera succursale del PSG. Non si tratta più di una partnership informale, ma di un’annessione volta a servire le necessità sportive del club francese.

Questa operazione evidenzia una differenza sostanziale rispetto all’altro grande investimento di QSI lontano dalla Tour Eiffel: quello dello Sporting Braga. Nel 2022, il fondo aveva rilevato quasi il 22% del club portoghese, ma si era trattato di un ingresso in punta di piedi. Il Braga è una società storica, stabilmente quarta forza della Primeira Liga e abituata ai palcoscenici europei; una realtà con un’identità forte e una tifoseria appassionata, troppo solida per essere ridotta a semplice satellite. In Portogallo, il PSG è un partner strategico e un socio di minoranza; con l’Eupen, invece, il discorso è opposto. Qui QSI ha le mani libere per plasmare il club a sua immagine e somiglianza, trasformandolo in una pura succursale di sviluppo. Come recita il comunicato ufficiale di QSI, gli obiettivi sono e saranno «lo sviluppo dell’accademia giovanile, la modernizzazione delle infrastrutture e il rafforzamento dell’impegno comunitario».

Per il colosso francese, questa è un’opportunità d’oro: il Belgio è un territorio ideale per la nuova fase del progetto parigino, incentrato sulla crescita omogenea dei giocatori e non più solo sulla collezione di superstar. Un campionato fisicamente probante, tatticamente formativo e vicino a quello di Francia, dal punto di vista geografico, culturale e logistico. Il settore giovanile del PSG ha sempre prodotto una quantità di talento che la prima squadra, piena di grandi giocatori, non è mai riuscita ad assorbire. Fino a ieri, questi ragazzi venivano dispersi in prestiti spesso infruttuosi o ceduti troppo presto. Ora, l’Eupen diventerà il ponte necessario tra le giovanili e il professionismo. Sarà una “Squadra B” distante ma in un contesto competitivo, con l’obiettivo immediato di risalire nella massima serie belga. L’Eupen fungerà da centro di post-formazione, dove i migliori prospetti parigini potranno migliorare sotto l’occhio vigile di una dirigenza che risponde direttamente a Nasser Al-Khelaifi.

Così, l’acquisizione dell’Eupen certifica l’allineamento del PSG ai modelli di multiproprietà più evoluti, come quello del City Football Group o della galassia Red Bull. È la fine dell’approccio “spendaccione” dei primi anni della gestione qatariota e il definitivo inizio di una maturità più aziendalista e concreta. Una scelta forse inevitabile nel calcio moderno, dove per sostenere i costi di una superpotenza è necessario, anche se sei uno dei fondi più ricchi al mondo, avere uno spazio dove crescere i tuoi talenti e venderli, facendo plusvalenze. Se il Braga rimane un alleato quasi puramente di facciata, l’Eupen diventa ufficialmente il laboratorio operativo al servizio della squadra di Luis Enrique.

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