La Supercoppa Italiana ci ha detto che questo è davvero il momento di David Neres

Oltre che il trofeo agli azzurri, la doppietta di Riyad restituisce definitivamente il grande calcio a un suo grande talento. Quando gira lui, gira tutto il Napoli.
di Redazione Undici 23 Dicembre 2025 alle 03:55

C’è ancora del calcio reale, in una Supercoppa Italiana giocata molto lontano da qui. Qualche giorno fa l’immagine simbolo della kermesse saudita – almeno per i social, almeno per chi continua a storcere il naso di fronte allo sport senza tifosi – era stata lo spettatore di casa, bardato di nerazzurro, cimentatosi in un’equivoca esultanza di fronte al rigore sbagliato dal nerazzurro Bastoni. Oggi a riportare il pallone al suo posto – sotto il sette, gonfiando la rete – ci ha pensato – per fortuna e puro talento – David Neres, piombando sulla finalissima come un tornado. Lo ringrazia il Napoli, che battendo 2-0 il Bologna conquista il trofeo dopo dieci anni esatti. E lo ringrazia pure la Supercoppa, perché se anche in questa edizione si finisce per parlare di campo è soltanto in virtù delle sue giocate. Quelle di un fantasista che a tratti è un fuoriclasse, e che quando si accende fa volare la squadra di Conte.

Il punto è che ultimamente succede sempre più spesso, buon per il Napoli. Quando Neres segna, gli azzurri vincono sempre. Il fatto è che l’anno scorso era successo tre volte in croce, all’interno di una stagione tanto esaltante per la squadra azzurra quanto travagliata per il giocatore, braccato dalla concorrenza con Kvara e Politano e poi, dopo la cessione del georgiano, dagli infortuni. A tal punto che quest’estate, col Napoli campione d’Italia, la sua indolenza aveva quasi fatto dimenticare il suo estro. Poi però le occasioni sono arrivate. La consistenza pure: tre assist di fila a ottobre, un mese dopo l’exploit ancora in essere che ha fatto del 28enne ex Benfica un autentico trascinatore tecnico. Sei gol in totale – più di qualsiasi altro compagno in questo frangente – conditi da due doppiette, un assist e la palma ripetuta del migliore in campo. Anche e soprattutto a Riyadh.

«Il primo gol è la prodezza di un campione», lo ha esaltato Conte nel postpartita, ripercorrendo la traiettoria del tiro a giro dalla distanza che ha indirizzato la Supercoppa verso Napoli (mentre, nella ripresa, il numero 7 ha semplicemente ringraziato il pasticcio difensivo del Bologna). «Il nostro lavoro è cercare sempre di ampliare le conoscenze del calciatore, di farlo diventare più forte: ciascuno dei miei ragazzi deve uscirne migliorato. E l’1-0 segnato da David è sintomo di grande qualità, c’è la giocata del singolo perché mette la palla all’incrocio».

In Serie A, e in generale, gli esterni d’attacco in grado di piazzare un colpo del genere non sono poi così tanti. Riguardo Neres, nessuno aveva mai messo in dubbio il suo enorme potenziale. I problemi, però, erano sorti in termini di continuità: dentro la partita e nell’arco di un campionato. È un giocatore rapido, imprevedibile, ma appena non è in palla diventa quasi un peso tattico. La squadra avverte la sua intermittenza, finisce per pagarla. Anche a Napoli, per mesi il suo calcio è rimasto latente.

Nel frattempo però – e questa è la solita, meticolosa bravura di Conte – David non ha perso contatto col Napoli. Con il suo ruolo in questo gruppo. E al momento del bisogno – nella fattispecie, il duplice ko di De Bruyne e Anguissa, una mazzata anche in zona gol – si è fatto trovare prontissimo. Anzi: nel suo momento migliore. Così da qualche settimana a questa parte la Serie A sta facendo i conti con un protagonista rinato, capace di schiantare in serie Atalanta, Roma e Juve. Quando non gira, si continua a inceppare la squadra: il passo falso di Udine ne è l’ennesimo esempio. Ma ormai rappresenta l’eccezione e non la regola: se ancora ci fossero stati dubbi, la Supercoppa nel deserto li ha spazzati via in due atti. 2-0 al Milan, 2-0 al Bologna, tre squilli di Neres. Fermarsi a questo punto, proprio sul più bello, più che un peccato sarebbe un delitto.

>

Leggi anche

Calcio
Hugo Sánchez è diventato un host di Airbnb e offre la possibilità di soggiornare dentro lo stadio Azteca di Città del Messico
Una (bella) trovata di marketing organizzata dalla piattaforma americana, Official Fan Accomodation della Coppa del Mondo 2026.
di Redazione Undici
Calcio
Matias Almeyda è l’ottavo allenatore esonerato dal Siviglia negli ultimi tre anni e mezzo
La crisi – istituzionale, tecnica, economica – del club andaluso va avanti da un bel po' di tempo, ed è sempre più profonda.
di Redazione Undici
Calcio
Per seguire i giocatori della Nuova Caledonia, che parteciperà ai playoff per andare ai Mondiali, la Federazione e il ct hanno utilizzato un’app su cui registrare gli allenamenti
Non c'erano altre soluzioni, visto che si tratta di atleti semiprofessionisti (ma anche non professionisti) che vivono a distanza siderale tra loro.
di Redazione Undici
Calcio
Come stiamo costruendo la Serie A del futuro, intervista a Luigi De Siervo
L'amministratore delegato della Lega Calcio Serie A parla della trasformazione di un’istituzione sportiva in una vera e propria Media Company, della lotta alla pirateria, della volontà di avvicinare sempre più persone al campionato, durante e dopo le partite.
di Francesco Paolo Giordano, Alfonso Fasano