Se prendiamo in considerazione soltanto le ultime 36 ore del Crystal Palace, come se la squadra londinese fosse l’ambiente narrativo dove si svolge una serie tv, saremmo di fronte a un tratto di sceneggiatura davvero drammatico. Nell’ordine: l’allenatore Oliver Glasner annuncia di voler lasciare il club a fine stagione, quando gli scadrà il contratto; il capitano Marc Guéhi viene ceduto al Manchester City; un’importantissima sfida di campionato finisce con la vittoria degli avversari e lo stesso Glasner, l’allenatore di cui sopra, va in conferenza stampa e ne dice di tutti i colori nei confronti della società. Che poi è la stessa società che non ha giocato l’Europa League guadagnata nella scorsa stagione a causa di problemi con la multiproprietà. Il tutto a pochi giorni da un incredibile rovescio in FA Cup – la stessa FA Cup vinta lo scorso anno – contro il Macclesfield, club di quinta divisione.
Insomma, si può dire: nel Sud di Londra ne stanno succedendo di ogni. L’ultima è stata lo sfogo di coach Glasner dopo la sconfitta per 2-1 contro il Sunderland: «Sento che siamo completamente abbandonati», ha dichiarato il tecnico tedesco a BBC Match of the Day. «Non posso incolpare nessun giocatore. Hanno fatto tutto il possibile e questo va avanti ormai da settimane, da mesi. Abbiamo 12, 13 giocatori disponibili della rosa e non sentiamo alcun supporto. La cosa peggiore è vendere il nostro capitano il giorno prima di giocare una partita. Finora ho tenuto la bocca chiusa, ma in questa stagione ci hanno strappato due volte il cuore e in entrambi i casi sempre alla vigilia di una partita: prima con Eze, poi con Guehi». Il primo, per chi non ricorda, è finito all’Arsenal.
E sì che dopo la stagione super dell’anno scorso, chiusa con la storica conquista della prima FA Cup della storia del Palace, le cose sembravano essere partite per il verso giusto. La squadra aveva digerito l‘esclusione dall’Europa League e ad agosto aveva conquistato il Community Shield contro l’Arsenal, proprio la squadra che aveva pensato bene di “strappare” alle Eagles il loro miglior giocatore, Eze, negli ultimi giorni del mercato estivo. Dopo un buon avvio in Premier, però, da metà dicembre in poi la situazione è precipitata. Nelle ultime sette partite il Palace ha raccolto appena due punti. In Conference League non è andata meglio: gli inglesi, infatti, hanno fallito la qualificazione diretta agli ottavi e dovranno inaspettatamente passare per i playoff contro i bosniaci dello Zrinjski.
Come ha analizzato anche The Athletic, i motivi di questa implosione sono diversi. Un abbassamento del livello competitivo della rosa, la scarsa abitudine a giocare in mezzo alla settimana e la generale percezione che qualcosa si sia rotto. Lo dimostrano tutti gli eventi delle ultime ore, a cui si aggiunge la sensazione di un altro possibile addio eccellente: quello dell’attaccante Jean-Philippe Mateta, seguito da vicino dalla Juventus. Certo, una lunga sequenza di infortuni ha ridotto drasticamente le opzioni a disposizione di Glasner. Ma resta il fatto che un progetto bello e promettente sia praticamente andato in frantumi.
In questo senso, l’addio di Glasner è il segnale più duro da digerire. Il manager austriaco ha insistito sul fatto che la chiarezza fosse la cosa più importante, e in effetti la sua franchezza ha rappresentato una svolta dopo mesi di risposte evasive: ha spiegato che non c’era stato tempo per parlare pubblicamente del suo futuro, anche se aveva informato il chairman Parish già durante la sosta per le Nazionali di ottobre, nel corso di una cena. In ogni caso, la fine del rapporto con Glasner era un’ipotesi che sembrava verosimile anche ai vertici del club: già a ottobre, infatti, Glasner aveva detto che il Palace doveva migliorare sotto ogni aspetto e che sarebbe rimasto solo se la visione sul progetto di crescita fosse stata condivisa. Non a caso Parish, dopo la vittoria in finale di FA Cup, aveva dichiarato che il club avrebbe dovuto essere all’altezza delle ambizioni del suo allenatore.
Ora viene da chiedersi: come sostituire adeguatamente Glasner? L’esperienza del tedesco a Selhurst Park è stata un successo clamoroso, e perciò replicarla sarà estremamente difficile. Anche il reparto scouting è entrato in una fase di transizione dopo l’addio del direttore sportivo Dougie Freedman, che ha accettato un’offerta dall’Arabia Saudita, con Matt Hobbs subentrato con un contratto a breve termine. Eppure, nonostante il comprensibile pessimismo, ci sono diversi motivi per guardare al futuro con un minimo speranza. La rosa del Palace è ancora piena di talento, la società ha appena chiuso l’acquisto record di Brennan Johnson dal Tottenham, ha mantenuto un certo controllo sul futuro di altri calciatori e ha ancora un po’ di tempo per intervenire sul mercato. Certo, non sarà facile sostituire un giocatore come Guéhi, ma i fondi di certo non mancano. Fuori dal campo, inoltre, la tanto attesa ristrutturazione di Selhurst Park è finalmente pronta a partire. Non è poco. Anche perché, nel frattempo, Glasner concluderà la stagione. E ha ribadito di voler vincere la Conference League e di guidare il Palace verso il miglior piazzamento di sempre in Premier League. Magari sarà il suo regalo d’addio.