Cristiano Ronaldo ha compiuto 41 anni da poche ore, ma nel giorno della sua festa ha anche dovuto scartare un regalo che non può avergli fatto piacere: la Saudi Pro League ha infatti rilasciato un comunicato ufficiale piuttosto duro, in cui c’è scritto che «nessun individuo, per quanto importante, può determinare decisioni che vanno oltre il proprio club». Il riferimento a Ronaldo è palese ed esplicitato in alcuni passaggi successivi, come risposta alle notizie che si susseguono da giorni: il fuoriclasse portoghese, sotto contratto con l’Al-Nassr, si sta rifiutando di giocare – ha saltato l’ultima partita contro l’Al-Riyadh – perché sostiene che il suo club non abbia investito abbastanza sul mercato di gennaio. Soprattutto rispetto all’Al-Hilal allenato da Simone Inzaghi, che qualche giorno fa ha messo sotto contratto Karim Benzema – per altro autore di una tripletta al suo esordio.
Va ricordato che l’Al-Nassr è di proprietà del fondo sovrano PIF, acronimo di Public Investment Fund, esattamente come le altre tre squadre più blasonate del campionato saudita: l’Al-Ahli, l’Al-Ittihad e lo stesso Al-Hilal. In pratica, quindi, Ronaldo ha deciso di protestare, per altro in modo plateale, contro il governo – o meglio: contro la famiglia reale – saudita. Nel comunicato ufficiale diffuso dalla SPL si legge che «La nostra lega è strutturata attorno a un principio semplice: ogni club opera in modo indipendente secondo le stesse regole. Le societò hanno i propri consigli di amministrazione, i propri dirigenti e la propria visione calcistica. Le decisioni in merito ad acquisizioni, spese e strategie spettano a quei club, all’interno di un quadro finanziario progettato per garantire sostenibilità ed equilibrio competitivo. Tale quadro si applica equamente a tutta la lega. Cristiano Ronaldo è stato pienamente coinvolto nell’Al-Nassr fin dal suo arrivo e ha svolto un ruolo importante nella crescita e nell’ambizione del club. Come ogni giocatore d’élite, vuole vincere. Ma nessun individuo, per quanto importante, determina decisioni che vanno oltre il proprio club».
E ancora: «I recenti movimenti di mercato dimostrano chiaramente questa indipendenza. Un club si è rafforzato in un modo particolare. Un altro ha scelto un approccio diverso. Queste sono state decisioni dei dirigenti delle singole società, prese entro parametri finanziari approvati. E in questo senso la competitività del campionato parla da sola. Ci sono pochi punti a separare le prime quattro, quindi la corsa al titolo è molto accesa. Questo livello di equilibrio riflette un sistema che funziona come previsto».
Come spiega il Guardian in questo articolo, il problema dell’Al-Nassr è che ha esaurito il budget accordatogli, quindi non può fare mercato: la scorsa estate ha ingaggiato João Félix e Kinglsey Coman, ma soprattutto ha offerto un rinnovo faraonico a Ronaldo. Queste operazioni hanno prosciugato i conti del club di CR7, a maggior ragione se pensiamo che il budget di mercato non viene stanziato direttamente dalla proprietà, ma da un fondo gestito in maniera centralizzata dalla Saudi Pro League: in pratica, ogni club riceve dei finanziamenti “statali” in base alle sue dimensioni. Poi ci sono dei club che hanno anche accolto dei soci/investitori esterni: tra questi c’è proprio l’Al-Hilal, che ha approfittato di questa situazione – cioè di fondi extra – per arrivare a Benzema. E Ronaldo dovrà farsene una ragione, a dirlo è la fermezza con cui la SPL ha deciso di rispondergli. Proprio nel giorno del suo 41esimo compleanno.