Per quanto si possa considerare come uno sport relativamente giovane, il calcio ha un’identità e delle tradizioni molto radicate. È per questo che ogni proposta – sì, si comincia già dalla proposta – di cambiamento viene vista e vissuta, da una parte consistente dei tifosi e degli appassionati, come un possibile attentato alla storia e, quindi, alla natura stessa del gioco. La realtà, come succede sempre in questi casi, è molto più sfumata: il calcio ha delle regole di base e dei riferimenti monolitici, questo è vero, ma al tempo stesso è un microverso in perenne evoluzione, praticamente a ogni stagione vengono approvati nuovi codici, vengono introdotte tecnologie mai viste prima, vengono inventate tattiche che cambiano l’essenza della disciplina. Pensare che tutto debba restare fermo, o anche solo che le cose debbano muoversi lentamente, non è solamente sbagliato: è davvero ingenuo.
Le aziende che investono nel calcio, quindi, hanno un compito difficile. Devono lavorare assecondando la velocità supersonica con cui evolvono lo sport e il business che ci gira intorno, ma devono anche avere una certa sensibilità, cioè devono trovare il modo per non tradire quella che si potrebbe definire come l’anima storica del gioco. Non è facile, ma non è impossibile. Per capire cosa intendiamo, basta guardare alla rivoluzione attuata da Lenovo in vista dei Mondiali che inizieranno tra pochi giorni negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: in qualità di Official Technology Partner della FIFA, l’azienda ha creato due tecnologie che permetteranno all’intelligenza artificiale di avere un impatto reale, eppure non invasivo, sulle dinamiche delle partite. Per la precisione: l’AI inizierà a essere co-protagonista nell’analisi tattica e nella direzione arbitrale.
Per quanto riguarda l’analisi tattica, la grande scommessa di Lenovo si chiama FIFA AI Pro. Si tratta di una piattaforma a cui avranno accesso gli analisti di tutte le Nazionali che parteciperanno ai Mondiali, e che permetterà di ottenere cifre, grafici, video e ricostruzioni 3D di ciò che succede in campo. Il tutto partendo da prompt semplici che vengono interpretati e processati dall’intelligenza artificiale, sulla base dei dati e delle immagini accumulati in occasione delle gare precedenti. Raccontata così può sembrare una tecnologia complicatissima, anche solo da comprendere, e invece le sue caratteristiche più evidenti sono l’immediatezza e la semplicità d’uso: un analista, di fatto, potrà porre una domanda all’AI e ottenere, in cambio, tutta una serie di statistiche e contenuti multimediali che gli permetteranno di approfondire uno o più aspetti tattici del gioco, di una gara, di una squadra.
Alvaro Pérez Rivero, Senior Product Manager (Football AI Pro), Services & Solutions Group per Lenovo, ha spiegato così il senso di questo progetto: «Abbiamo avuto accesso ai dati e alle immagini ufficiali della FIFA, e da qui siamo partiti per creare una sorta di archivio centralizzato a cui possono attingere tutte le squadre che parteciperanno alla Coppa del Mondo. L’intelligenza artificiale permetterà di accelerare e facilitare l’analisi delle partite: partendo da comandi e richieste discorsive, i coach potranno ricevere risposte organizzate in temi chiari, highlights video, rappresentazioni con avatar 3D che mostrano le azioni da diverse prospettive. Insomma, tutto quel che serve per ampliare la comprensione di ciò che succede in campo. La piattaforma, quindi, non si sostituisce ai collaboratori tecnici o agli allenatori: li supporta, praticamente in tempo reale, durante una fase che, storicamente, toglie molto tempo a chi si occupa di vivisezionare le partite dal punto di vista tattico e statistico».
Per chi non avesse ancora capito i meccanismi, gli input e gli output di FIFA AI Pro, ecco una sintesi super-veloce: un analista di qualsiasi Nazionale qualificata ai Mondiali potrà chiedere alla piattaforma “quali sono i meccanismi offensivi più ricorrenti e più pericolosi dei nostri prossimi avversari?”. FIFA AI PRO fornirà un feedback organizzato in dati, grafici, video e filmati in 3D – del tutto simili a quelli dei videogiochi – in cui ci sono le possibili risposte alla domanda iniziale. Di fatto, quindi, è come se tutto ciò che succede automaticamente in Football Manager – il gioco di simulazione calcistico più accurato al mondo – prendesse forma anche nella realtà, nelle partite vere. In questo modo, spiega ancora Pérez Rivero, «potremo assistere a una reale democratizzazione dell’analisi tattica avanzata: ai Mondiali alcune squadre si presenteranno con un esercito di analisti, di coach, mentre altre avranno staff meno ampi. Grazie a questo nuovo strumento, tutti avranno le stesse identiche possibilità di accesso ai dati, la stessa mole di informazioni e gli stessi margini di interpretazione. Anche perché abbiamo lavorato su un linguaggio calcistico comune, universale, partendo dai termini più utilizzati in seno alla FIFA. In questo modo, al di là della lingua con cui verrà scritto il prompt, l’intelligenza artificiale potrà dare una risposta coerente con le domande che le verranno poste. Poi starà agli analisti e agli allenatori, come sempre, trovare le soluzioni migliori per le loro squadre e i loro calciatori».
Il concetto di base, come detto, sta nell’offrire un supporto tutto nuovo a chi può determinare l’andamento di una partita. E lo stesso identico discorso vale per gli arbitri, che per la prima volta – grazie alla tecnologia Lenovo dei 3D Digital Avatars – potranno avvalersi di immagini realistiche per la valutazione di episodi controversi. Partendo dal nome della tecnologia, 3D Digital Avatars, è facile iniziare a comprendere di cosa parliamo: di veri e propri alter ego digitali dei giocatori che parteciperanno alla Coppa del Mondo. Ma come verranno create queste proiezioni? Cosa c’entra l’intelligenza artificiale? E in che modo verranno utilizzati dagli arbitri e dai loro collaboratori?
Anche in questo caso, esattamente come FIFA AI Pro, si può partire da ciò che vediamo nei videogame: nelle simulazioni della nostra era, gli avatar dei calciatori sono sempre più accurati, sempre più simili agli atleti reali. In vista dei Mondiali, attraverso la sua nuova tecnologia, Lenovo scannerizzerà i corpi di tutti i giocatori che parteciperanno al torneo e utilizzerà i loro modelli 3D nelle ricostruzioni che verranno utilizzate per il VAR e il fuorigioco semiautomatico. Per realizzarli, l’intelligenza artificiale ha avuto un ruolo fondamentale: Valerio Rizzo, responsabile del progetto e AI Senior Manager & Solution Architect di Lenovo, ha spiegato che «le braccia, le gambe, le teste e tutte le altre parti dei giocatori sono state segmentate attraverso un modello di base chiamato SUWA: a partire dall’elaborazione post-scanning, saremo in grado di cambiare alcune parti dell’avatar, penso al colore della maglia, al numero, alle scarpette, senza dover ricreare l’intera proiezione. La complessità di questo lavoro è enorme, siamo intorno alle tre ore di lavoro per generare un singolo avatar. Ma siamo pronti a scannerizzare 1200 corpi, e il merito è proprio dell’elasticità e della “velocità” garantita dall’AI».
Lo scanning dei giocatori avverrà grazie a 28 terminali che saranno allestiti e poi spostati nei ritiri di tutte le Nazionali che giocheranno negli USA, in Canada, in Messico. Il processo inizierà nei primi giorni di giugno, e terminerà praticamente alla vigilia della prima partita dei Mondiali. E avrà un risultato che a prima vista sarà puramente estetico, ma in realtà avrà un grosso impatto funzionale: le ricostruzioni digitali del fuorigioco semiautomatico si baseranno sulle misure reali dei giocatori coinvolti, permettendo agli arbitri e agli addetti al VAR di giudicare un’immagine iper-realistica. Un’immagine in cui Lamine Yamal sarà alto 179 centimetri, in cui Haaland avrà le spalle larghissime, in cui la gamba di Bremer che terrà in gioco Mbappé avrà la lunghezza, la muscolatura, tutte le fattezze della vera gamba di Bremer. Santiago Manso, Director, Sports & Entertainment Vertical di Lenovo, ha detto che «da adesso gli arbitri e gli spettatori vedranno delle immagini che rispecchiano fedelmente ciò che è successo in campo». Sembra poco, ma è tantissimo.
E per Lenovo, beh, questo è solo l’inizio: «I modelli e gli avatar che andremo a costruire sono molto realistici», ha aggiunto Valerio Rizzo, «Così possiamo garantire la miglior esperienza possibile agli arbitri, ai tifosi, agli stessi giocatori. Che sono sempre più attenti alla loro immagine, per altro. Ma le possibilità sono veramente infinite: cosa ci vieta, per esempio, di immaginare una partita simulata da giocatori iper-realistici costruiti con l’IA, magari gestita dall’IA?». Forse per questo è ancora presto, ma intanto tra qualche giorno inizieremo a familiarizzare con un calcio in cui le decisioni degli allenatori e degli arbitri saranno direttamente influenzate da un algoritmo. E non c’è nessun attentato allo spirito del gioco, è solo la sua inevitabile evoluzione. In modo che possa essere più trasparente, più democratico, più giusto.