Le partite spettacolari del Bayern Monaco contro Real Madrid e Paris Saint-Germain ai quarti e in semifinale di Champions hanno fatto aumentare l’interesse degli appassionati per il club bavarese. A sostenerlo è stato Jan-Christian Dreesen, CEO del club bavarese, che in un’intervista pubblicata sul sito web della squadra ha dichiarato che, grazie a quelle sfide di Champions League, «abbiamo guadagnato oltre cinque milioni di nuovi followers sui social media». Un dato impressionante, anche se non dimostrabile con un rapporto di causa-effetto. Ma, che se fosse vero anche solo in parte, sarebbe molto significativo.
Il calcio espresso da Vincent Kompany (e dal suo avversario Luis Enrique) è il manifesto della nuova frontiera del pallone: non si vincono le partite prendendo meno gol dell’avversario, ma segnando di più. Una differenza che sembra sottile, ma che cambia in realtà radicalmente il modo di approcciare le partite. Il Bayern Monaco è infatti la squadra che, sommando tutte le competizioni, ha segnato di più in Europa: le reti siglate in questa stagione sono 174. Per dare un’idea, l’Inter, con solo una partita in meno giocata, ne ha messe insieme 107. Sessantasette in meno. Ed è quella con i numeri migliori in Italia. L’approccio offensivo di Kompany non si è visto solo in Bundesliga, ma anche, e forse soprattutto, in Champions League. I numeri sono impressionanti: undici vittorie in 13 partite e 42 gol segnati (una media superiore di tre a partita). Le partite contro Real Madrid e Paris Saint-Germain sono state la fotografia di questa filosofia calcistica di Kompany: dieci gol segnati in totale e nove subiti, somma di un 2-1 al Bernabeu all’andata, di un 4-3 all’Allianz Arena nella gara di ritorno e di una sconfitta per 5-4 al Parco dei Principi.
Proprio queste tre gare di Champions, secondo l’amministratore delegato del Bayern, avrebbero generato un grande interesse ed entusiasmo nei confronti del club bavarese. Basti pensare che la gara di ritorno dei quarti di finale contro il Real Madrid, secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Kicker, sarebbe stata vista da quasi un miliardo di persone. Tradotto, quasi una persona su otto nel mondo. Numeri clamorosi, che confermano la crescita inarrestabile della società bavarese negli ultimi anni. Ma lo spettacolo offerto nelle partite di Champions ha avuto anche un altro effetto: «Il fatto che si parli così tanto del Bayern Monaco negli Stati Uniti e sui principali media internazionali dimostra che l’interesse globale per il club ha raggiunto una nuova dimensione», ha aggiunt Dreesen. «Questo è importante per i nostri tifosi, ma anche per i nostri partner e sponsor».
Dalle parole di Dreesen si capisce come il calcio che ha in mente Kompany sia in realtà figlio di una visione societaria ben definita: «Siamo sotto di un gol all’intervallo, ed è proprio così che dobbiamo affrontare la partita», dice. «Dobbiamo recuperare, non possiamo permetterci di rilassarci nemmeno per un secondo». E a precisa domanda sulla bellezza dello spettacolo calcistico visto al Parco dei Principi, Dreesen ha risposto così: «Gli elogi non ci porteranno alla finale di Budapest». Però, nel frattempo, quello che si è visto in campo è servito a far crescere la reputazione e la reputazione del Bayern in tutto il mondo. Non è poco, non è scontato.