Un’altra Ligue 1 festeggiata a Parigi, in attesa di completare l’assalto alla seconda Champions League consecutiva. Nel calcio europeo è chiaramente il magic moment di Luis Enrique, che è riuscito a far diventare da leggenda un PSG che troppo a lungo era rimasto uno squadrone incompiuto. E le doti strategiche dell’allenatore spagnolo s’intravedono anche fuori dal campo, con un corposo patrimonio accumulato grazie al know how di chi, pur vivendo di sport, non si limita soltanto allo sport.
La notizia di queste ultime ore è che Luis Enrique ha deciso di cedere alla moglie Elena Cullell la gestione di Patrimonial Lupasi SL, una holding di investimenti immobiliari – soprattutto nell’ambito di complessi residenziali di lusso – cresciuta di pari passo con la carriera dell’allenatore asturiano. Nell’ambito dell’avvicendamento ai vertici aziendali è stato inoltre stanziato un aumento di capitale sociale di oltre 1,4 milioni di euro – è questa la destinazione dei bonus vittorie accumulati in questi mesi? Va sottolineato che Patrimonial Lupasi, di cui Luis Enrique fino ad ora è stato amministratore unico, registra un patrimonio di 27 milioni di euro, che ne fa uno dei colossi di settore in tutta la Spagna.
Le ricchezze dell’allenatore vanno oltre, con altre aziende di dimensioni minori nelle aree più disparate: Ristar Horses SL, fondata nel 2020, è specializzata in attività equestri; Gesternova SA è impegnata nel settore delle costruzioni e della gestione delle materie prime; altri investimenti si registrano invece nel campo delle energie rinnovabile. Dietro questo portafoglio così diversificato c’è sempre il nome di Luis Enrique, che come altri imprenditori di successo nel mondo dello sport – da David Beckham a Andy Murray – dimostra che andare il proprio core business, con le scelte e la competenza giusta, si rivela spesso una scelta vincente. Al pari delle Champions League in bacheca.
Va poi sottolineato che al di là di questa serie di attività, negli anni Luis Enrique si è anche reso protagonista di diverse iniziative a sfondo sociale e benefico. Soprattutto dopo la tragica morte della figlia Xana, che ha portato l’allenatore a spendersi in prima persona per finanziare la ricerca sul cancro infantile: durante i Mondiali del 2022, in Qatar, l’allora commissario tecnico della Nazionale spagnola aveva avviato una serie di fortunate dirette su Twitch, il cui ricavato – circa 30mila euro in quell’occasione – era stato devoluto tutto in beneficienza a un’organizzazione specializzata di Barcellona. E anche per questo, nonostante il successo possa rendere antipatici, Luis Enrique resta uno degli allenatori più apprezzati e ammirati nel panorama internazionale. Finendo di nuovo sul tetto d’Europa, poi, possiamo soltanto immaginare.