«I giocatori dell’Iran sono ancora in attesa dei visti per andare ai Mondiali», ha detto il presidente della Federcalcio di Teheran

Sono arrivate tante rassicurazioni sulla partenza della squadra verso gli USA, ma intanto una delle condizioni poste alla FIFA non è stata ancora rispettata.
di Redazione Undici 15 Maggio 2026 alle 07:17

L’Iran è pronto per partecipare ai Mondiali, anzi la squadra è già stata salutata da una grande folla a Teheran prima di partire per la Turchia, dove si svolgeranno gli ultimi allenamenti prima del viaggio verso gli Stati Uniti – nel girone eliminatorio, Team Melli affronterà Egitto, Belgio e Nuova Zelanda tra Los Angeles e Seattle. Eppure, eppure, la delegazione e la squadra iraniana «sono ancora in attesa dei visti». Queste parole sono state pronunciate da Medhi Taj, presidente della Federazione calcistica di Teheran, intervistato dall’agenzia di stampa IRNA.

Ottenere i visti per entrare e giocare liberamente negli USA era una delle condizioni poste da Teheran per poter partecipare alla Coppa del Mondo: pochi giorni fa, prima della festa popolare con cui è stata salutata la Nazionale, lo stesso Taj aveva spiegato che l’Iran «parteciperà sicuramente alla manifestazione», ma al tempo stesso ha precisato che la squadra e lo staff voleranno negli Stati Uniti alle loro condizioni, cioè senza che siano obbligati a «rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni». I visti, in questo senso, avevano un peso importante: proprio il presidente federale, tanto per fare un esempio pratico, non ha partecipato all’ultimo Congresso FIFA – che si è svolto a Vancouver qualche giorno fa – proprio perché era stato fermato alla dogana e aveva deciso di tornarsene a casa. Il suo visto, così come quello di altri componenti della delegazione iraniana, era stato annullato a causa dei suoi legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Che, in Canada e negli USA, viene considerato come un gruppo terroristico.

Nella nuova intervista, Taj ha detto che «la questione non è stata ancora risolta, nel senso che non abbiamo ricevuto informazioni sulla concessione dei visti per i nostri giocatori. Domani o dopodomani avremo un incontro decisivo con la FIFA, e loro devono darci delle garanzie». Il problema, come scrive anche la BBC in questo articolo, è che molti giocatori iraniani hanno svolto il loro servizio militare proprio nel corpo IRGC, e di conseguenza potrebbero avere dei problemi a entrare in territorio americano. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio, pur specificando che i calciatori iraniani «saranno i benvenuti», ha spiegato che «coloro che hanno avuto legami con le Guardie Rivoluzionarie potrebbero subire restrizioni all’ingresso». Insomma: ci sono un bel po’ di rassicurazioni sulla partenza dell’Iran e sulla sua presenza alla Coppa del Mondo, che al momento non pare in dubbio, ma in realtà non è una situazione così facile da risolvere.

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