L’Iran è pronto per partecipare ai Mondiali, anzi la squadra è già stata salutata da una grande folla a Teheran prima di partire per la Turchia, dove si svolgeranno gli ultimi allenamenti prima del viaggio verso gli Stati Uniti – nel girone eliminatorio, Team Melli affronterà Egitto, Belgio e Nuova Zelanda tra Los Angeles e Seattle. Eppure, eppure, la delegazione e la squadra iraniana «sono ancora in attesa dei visti». Queste parole sono state pronunciate da Medhi Taj, presidente della Federazione calcistica di Teheran, intervistato dall’agenzia di stampa IRNA.
Ottenere i visti per entrare e giocare liberamente negli USA era una delle condizioni poste da Teheran per poter partecipare alla Coppa del Mondo: pochi giorni fa, prima della festa popolare con cui è stata salutata la Nazionale, lo stesso Taj aveva spiegato che l’Iran «parteciperà sicuramente alla manifestazione», ma al tempo stesso ha precisato che la squadra e lo staff voleranno negli Stati Uniti alle loro condizioni, cioè senza che siano obbligati a «rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni». I visti, in questo senso, avevano un peso importante: proprio il presidente federale, tanto per fare un esempio pratico, non ha partecipato all’ultimo Congresso FIFA – che si è svolto a Vancouver qualche giorno fa – proprio perché era stato fermato alla dogana e aveva deciso di tornarsene a casa. Il suo visto, così come quello di altri componenti della delegazione iraniana, era stato annullato a causa dei suoi legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Che, in Canada e negli USA, viene considerato come un gruppo terroristico.
Nella nuova intervista, Taj ha detto che «la questione non è stata ancora risolta, nel senso che non abbiamo ricevuto informazioni sulla concessione dei visti per i nostri giocatori. Domani o dopodomani avremo un incontro decisivo con la FIFA, e loro devono darci delle garanzie». Il problema, come scrive anche la BBC in questo articolo, è che molti giocatori iraniani hanno svolto il loro servizio militare proprio nel corpo IRGC, e di conseguenza potrebbero avere dei problemi a entrare in territorio americano. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio, pur specificando che i calciatori iraniani «saranno i benvenuti», ha spiegato che «coloro che hanno avuto legami con le Guardie Rivoluzionarie potrebbero subire restrizioni all’ingresso». Insomma: ci sono un bel po’ di rassicurazioni sulla partenza dell’Iran e sulla sua presenza alla Coppa del Mondo, che al momento non pare in dubbio, ma in realtà non è una situazione così facile da risolvere.