Diverse ricerche hanno dimostrato che il caldo torrido ai Mondiali comporterà dei rischi molto seri per la salute dei giocatori

Le altissime temperature e l'umidità hanno già spinto a varare un "hydration break" a metà di ogni frazione di gioco. Ma potrebbe non bastare per prevenire malori.
di Redazione Undici 14 Maggio 2026 alle 15:32

Se ne parla da tempo, soprattutto dopo quello che è successo al Mondiale per Club dell’anno scorso, ma adesso è di nuovo il momento delll’allarme caldo in vista della Coppa del Mondo 2026. Secondo un’indagine del World Weather Attribution (gruppo di ricerca internazionale che analizza gli eventi meteo estremi) riportata da The Athletic, esiste un serio rischio per la salute dei giocatori e tifosi a causa delle temperature estreme e dell’umidità previste tra giugno e luglio in alcune città degli USA. I Mondiali prenderanno il via il prossimo 11 giugno e la partita che inaugurerà l’evento sarà Messico-Sudafrica, nello stadio Azteca di Città del Messico. Data l’altitudine su cui sorge l’impianto (oltre 2000 s.l.m), le temperature non dovrebbero toccare valori troppo elevati. Il rischio maggiore è invece presente ad altre latitudini, in città come Atlanta, Dallas, Houston, Kansas City, Miami, New York e Philadelphia, dove da quelle parti in estate le temperature diventano insopportabili. Se nelle prime tre città le partite si svolgeranno in stadi chiusi provvisti di aria condizionata, nelle altre questa opzione non è percorribile e il rischio di disputare a partite a temperature proibitive è molto concreto. In un rapporto di 52 pagine, gli scienziati del World Weather Attribution affermano che circa 26 delle 104 gare previste si giocheranno in città dove la WGBT (temperatura globale del bulbo umido, indice per lo stress termico per prevenire malattie legate al calore) supererà i 26 gradi. Addirittura cinque a più di 28.

La FIFA, proprio per far fronte a questa problematica, ha introdotto all’interno del proprio regolamento una novità mai vista prima. Le partite verranno divise in quattro tempi, vista la presenza di un hydration break (pausa acqua) di tre minuti al 22esimo del primo e del secondo tempo. Una misura volta a tutelare la salute dei giocatori, ma che potrebbe non essere sufficiente per scongiurare possibili rischi: «Il problema legato al caldo non dovrebbe essere valutato solo in base alla temperatura dell’aria», ha affermato il dottor Chris Mullington della WWA, docente presso l’Imperial College di Londra. L’elevata umidità riduce l’evaporazione del sudore, limitando il meccanismo di raffreddamento del colpo. E può essere un fattore da considerare nello svolgimento delle gare: «Quando la temperatura supera i 26 gradi», prosegue Mullington, «le prestazioni dei giocatori possono risentirne. Oltre i 28, il rischio di sviluppare gravi malattie legate al calore diventa invece ancora più elevato. Non solo per i giocatori, ma anche per le centinaia di migliaia di tifosi che riempiranno gli stadi». A esprimere qualche perplessità è stata anche la FIFPro (la federazione mondiale dei sindacati dei calciatori professionisti). A loro dire, la FIFA non avrebbe ancora rilevato la soglia massima di temperatura oltre la quale una partita verrebbe sospesa. Che secondo il sindacato dovrebbe essere quando la temperatura globale del bulbo umido supera i 28 gradi.

Dal canto suo la FIFA ha cercato di ridimensionare l’allarme, dicendosi «impegnata a proteggere la salute e la sicurezza di giocatori, arbitri, tifosi e del personale». Oltre ad aver aumentato a cinque il numero di sostituzioni consentite a ciascuna squadra (con una aggiuntiva nei tempi supplementari), l’organo presieduto da Gianni Infantino ha affermato che in tutte le partite all’aperto saranno presenti panchine climatizzate per allenatori e giocatori. E di aver istituito sessioni di formazione per i medici delle Nazionali sulla mitigazione del calore e di aver lavorato per far svolgere le gare programmate nelle fasce più calde della giornata negli stadi coperti. Per quanto riguarda «i tifosi», ha aggiunto, «potranno portarsi le bottigliette d’acqua all’interno dello stadio, dove saranno disponibili ulteriori sistemi di raffreddamento, come aree ombreggiate, sistemi di nebulizzazione e punti di distribuzione di bevande». All’inizio del Mondiale manca poco meno un mese, ma gli animi si stanno già scaldando. Vedremo se il tentativo di raffreddarli della FIFA basterà e se i sistemi da lei progettati saranno sufficienti a combattere il caldo che accompagnerà il mese calcistico americano.

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