La procura di Lamine Yamal e un coinvolgimento praticamente diretto nel calciomercato del Barcellona, una presenza forte nell’organico del PSG (Vitinha, João Neves, Zaïre-Emery, Barcola) campione d’Europa per due stagioni consecutivi, 13 premi complessivi come miglior agente secondo Globe Soccer (l’ultimo nel 2025). Per chi non l’avesse capito, abbiamo citato un po’ di traguardi raggiunti di Jorge Mendes, il procuratore più influente – e quindi potente – nel mondo del calcio. Che tra qualche ora, quasi come a voler completare l’en plein dei grandi club europei, “piazzerà” di nuovo José Mourinho sulla panchina del Real Madrid.
Si può dire: per quanto abbia ormai 60 anni – è nato il 7 gennaio 1966 – e lavori nel mondo del calcio da trent’anni esatti, Jorge Mendes riesce sempre a rinnovarsi, a non eclissarsi. Lo dimostra anche quella che possiamo definire come l’evoluzione pratica del suo modello: col tempo, la sua agenzia di procure calcistiche – la celeberrima Gestifute – è diventata solo una parte di un vero e proprio impero manageriale. Per dire: dieci anni fa, di questi tempi, la conglomerata cinese Fosun acquistò la maggioranza delle azioni del Wolverhampton dopo aver investito nella Gestifute. Inutile aggiungere, se guardiamo alle sessioni di mercato successive a quel deal, che i Wolves sono diventati una sorta di rappresentativa portoghese in Inghilterra. E che la schiacciante maggioranza dei giocatori portoghesi sbarcati nel club delle Midlands erano sotto contratto con la società di Mendes. Una strategia simile, anche se in maniera più discreta, è stata attuata più di recente anche con il Nottingham Forest.
Secondo le ultime rilevazioni, citate in un articolo dell’European Business Magazine, l’attuale patrimonio personale di Jorge Mendes è stimato intorno agli 1,8 miliardi di dollari. Le sole commissioni di mercato legate agli atleti della scuderia Gestifute fruttano decine di milioni di euro a ogni finestra di mercato. Poi naturalmente ci sono gli altri introiti legati agli ingaggi, ai bonus, ai diritti di immagine degli assistiti. E se pensiamo che, oltre ai già citati Yamal, Vitinha, João Neves, Zaïre-Emery e Barcola, Mendes cura gli interessi di altri 149 calciatori professionisti, allora diventa facile – o difficile, a seconda dei punti di vista – capire le potenzialità economiche del superagente portoghese. Che, ovviamente, ha provveduto a differenziare i suoi interessi: rappresenta anche Charles Leclerc, la campionessa di salto triplo Patricia Mamona, il surfista Frederico Morais e il ciclista João Almeida.
Tornando al calcio, adesso pare che la Gestifute abbia messo nel mirino l’Africa: un nuovo bacino in cui andare a pescare i migliori talenti del domani a prezzi contenuti, adattando quello che di fatto è stato lo schema-Ronaldo – diventato un giocatore della Gestifute quando aveva solo 17 anni. Il punto, guardando al caso specifico, è che l’esperienza e il prestigio di Mendes gli garantiranno un afflusso continuo di nuovi calciatori. Di conseguenza, la sua influenza è destinata a rimanere identica, se non addirittura a crescere. Nonostante la FIFA abbia inasprito i regolamenti che riguardano l’ingerenza dei procuratori nella gestione dei giocatori e i loro rapporti con i club, insomma, il sistema-Mendes ha già trovato la strada per continuare a esercitare il suo potere.