Coloro che non hanno capito quanto l’addio di Cristiano Ronaldo alla Nazionale portoghese debba essere considerato per ciò che è, vale a dire un’enorme questione politico-economica, forse dovrebbe andare a leggersi le parole di Manuel Castro Almeida. Che, tanto per gradire, di mestiere fa il ministro dell’Economia del Portogallo. Sì, avete letto bene: uno degli uomini politici più importanti del Paese si è espresso sulla lite tra CR7 e il ct Jorge Jesus, e ha spiegato – anche senza dirlo apertamente – che per il Portogallo, inteso come nazione e sistema economico, sarebbe meglio che la cosa si risolvesse al più presto. Con il ritorno di Ronaldo in Nazionale, naturalmente. «Non sono un esperto in materia», ha detto Castro Almeida in un’intervista a NOW, «ma stiamo parlando di un uomo che ha un impatto enorme sulla percezione del marchio-Portogallo. Per tutti noi Ronaldo è una risorsa, un asset. E quindi sarebbe meglio se potessimo continuare a sfruttare la sua presenza».
Il dibattito va avanti da anni, e va decisamente oltre Madeira – l’isola che, di fatto, poggia la gran parte della propria economia sugli investimenti e sull’immagine di Cristiano. È l’intero Paese a trarre vantaggio e lustro dal semplice fatto che CR7 sia nato in Portogallo. Lo ha spiegato benissimo Castro Almeida, sempre parlando a NOW: «Ronaldo la personalità più famosa che abbiamo, molte persone al mondo sanno dell’esistenza del Portogallo solo grazie a lui. Dal punto di vista della valorizzazione del nostro marchio, non averlo più nella Nazionale avrebbe sicuramente un grosso impatto».
A poche ore dall’affissione di alcuni manifesti pro-CR7 – e ovviamente contro Jorge Jesus – in diversi punti di Lisbona, queste parole sono un segnale chiaro: dopo una parte del pubblico di massa, anche la Politica con la P maiuscola si è schierata in modo netto. È chiaro che si tratti di pareri esterni alle dinamiche della Nazionale, dello spogliatoio, del Portogallo-squadra in senso assoluto. Ma questo non vuol dire che non siano veri: per quanto la Seleção e il suo commissario tecnico possano avere – e le avranno sicuramente – delle ragioni e anche la qualità per poter far bene senza Ronaldo, Ronaldo resta la locomotiva del loro appeal commerciale e mediatico. E lo sarà fin quando continuerà a giocare, molto probabilmente anche dopo. Ne sono coscienti un po’ tutti, lo ha detto il ministro dell’Economia, lo sanno perfettamente anche gli stessi Ronaldo e Jorge Jesus. Ora c’è solo da capire chi, e come, cederà per primo.