Da qualche settimana, nel Tottenham, gioca un attaccante brasiliano di nome Sávio. Che in molti di voi ricorderanno al Manchester City, solo che allora si faceva chiamare Savinho. Prima ancora, però, lo stesso giocatore voleva che lo chiamassero Sávio. È tutto vero, scritto, documentato. E il bello è che adesso, incredibile ma vero, sta succedendo la stessa cosa proprio con il suo nuovo club: a fine 2024, infatti, il Tottenham aveva chiesto a tutti (compresi e soprattutto i suoi tifosi) di parlare della squadra facendo il suo nome per intero, vale a dire Tottenham Hotspur. Adesso, invece, la dirigenza del club londinese è di nuovo felice che si utilizzi soltanto la parola “Tottenham”. Così, da sola, senza altri riferimenti.
Ma andiamo con ordine, rimettiamo insieme i pezzi: come detto, a novembre 2024, la dirigenza del Tottenham presentò la sua nuova brand identity. Contestualmente, il dipartimento comunicazioni si mosse in modo concreto per fare in modo che si parlasse del club utilizzando il suo naming completo, oppure delle abbreviazioni ben definite: venne infatti distribuito una sorta di “Manuale del Brand” in cui c’era scritto che, «quando ci si riferisce alla squadra o al marchio, si prega di usare le definizioni “Tottenham Hotspur”‘, “Tottenham Hotspur Football Club” o “THFC”». E, quindi, di «non fare mai riferimento al nostro club chiamandolo “Tottenham”, “Tottenham Hotspur FC” o “TH”».
I destinatari di questa richiesta erano soprattutto i giornalisti e i telecronisti, ma anche i tifosi. Che invece, storicamente, chiamavano la squadra utilizzando solo la parola “Tottenham”. E che infatti, dopo quella mossa da parte dei dirigenti, si mostrarono spiazzati – per non dire scontenti – del cambiamento, anche perché sembrava che la società volesse quasi prendere le distanze dalla comunità che ha sempre rappresentato: Tottenham è infatti un quartiere che si trova nel borugh londinese di Haringey, posto a circa 10 chilometri di distanza (in direzione Nord-Est) dal centro della City.
Il nuovo management del club, però, si è dimostrato piuttosto sensibile alle opinioni dei suoi tifosi. E così, negli ultimi mesi, la semplice denominazione “Tottenham” è tornata ad avere molta enfasi nella comunicazione istituzionale e social degli Spurs. Lo scrive anche The Athletic, sottolineando come «la riscoperta dell’identità storica è stata uno dei temi centrali di quest’estate: a partire da questo concetto, la società ha rilanciato la sua Hall of Fame e ha introdotto, il mese scorso, dei numeri di maglia commemorativi per la squadra femminile». Non è un caso, quindi, che i cartelloni grafici sulle pareti esterne dello stadio mostrino la scritta “This is Tottenham” prima delle partite. E la reazione dei fan, stavolta positiva, non si è fatta attendere: durante l’ultimo incontro tra la dirigenza e il Comitato consultivo dei tifosi, nel corso del break internazionale, il club ha incassato l’approvazione per questo ritorno al passato. Di certo non avranno potuto apprezzare i risultati della squadra di De Zerbi, a dir poco deludenti in questo inizio di stagione, ma almeno i sostenitori degli Spurs potranno disperarsi pronunciando solamente “Tottenham”, e non l’intera ragione sociale del loro club.