Smith-Rowe ha detto che giocare senza pubblico ha allentato la pressione su di lui

«L'assenza di tutta quella gente che grida è stato un bene».
di Redazione Undici 11 Novembre 2021 alle 13:01

Emile Smith Rowe è uno dei grandi protagonisti della rimonta dell’Arsenal, che dopo un avvio a dir poco negativo (tre sconfitte con zero gol segnati nelle prime tre gare di Premier League) ha iniziato a inanellare grandi risultati, e ora è al quinto posto, a soli due punti dalla zona Champions League. Arteta ha deciso di puntare forte sul 21enne prodotto del vivaio, assegnandogli un ruolo di primo piano – trequartista o laterale offensivo a sinistra – e anche la maglia numero dieci, e Smith Rowe ha risposto alla grande: i tre gol nelle ultime tre partite di campionato (contro Aston Villa, Leicester e Watford) hanno coronato le grandi prestazioni offerte fin dall’inizio della stagione, e hanno convinto il ct dell’Inghilterra, Gareth Southgate, a convocarlo per la prima volta nella Nazionale senior.

Ora Smith Rowe è un giocatore affermato, consapevole, sicuro di sé e delle sue qualità. Ma non è andata sempre così, anzi in realtà il giovane fantasista dell’Arsenal ha dovuto far fronte ad alcuni problemi di gestione della pressione: «Ricordo la mia seconda partita da titolare con l’Arsenal», ha detto a Espn. «Nel Boxing Day del 2020/21 giocammo contro il Chelsea, e in quel caso l’assenza del pubblico mi ha certamente aiutato. Sono sempre molto nervoso prima delle partite, e non avere la pressione di tutta quella gente che grida è stato un bene. In realtà questa paura mi appartiene da tempo, la avvertivo anche prima di andare in prestito al Lipsia, nella seconda metà della stagione 2019/20. Ho imparato a superarla, anche perché alcuni compagni mi hanno confessato che anche loro sono molto nervosi negli spogliatoi prima della partita. Forse è una buona cosa, forse aiuta la concentrazione, non so. Ma ora sto meglio, mi sento bene a giocare nell’Emirates davanti ai nostri tifosi».

Secondo Arteta, il miglioramento e la crescita di Smith Rowe vanno fatti risalire a un cambiamento delle sue abitudini. Anche Emile è d’accordo: «Devo essere onesto: non mangiavo e non bevevo nel modo giusto, la mia alimentazione era sballata, e così ero vittima di crampi al 60esimo di ogni partita. Ora sto ascoltando le indicazioni del club in questo senso, la mia famiglia mi sta aiutando e le cose stanno andando decisamente meglio». Smith Rowe ha vinto la Coppa del Mondo Under 17 del 2017 accanto a Sancho, Foden e Hudson-Odoi, poi ha vissuto due esperienze in prestito: quella già citata con il Lipsia, nel corso della quale ha giocato solo tre partite, e poi un’altra all’Huddersfield, nella seconda parte della stagione 2019/20.

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