Tutto il calcio ai piedi di Lamine Yamal, dalla Spagna al Barcellona. Il problema è che il fenomeno blaugrana non ha nemmeno compiuto 19 anni: ogni tanto tendiamo a dimenticarlo, ed è difficile farsene una colpa, guardandolo giocare. Troppo dominante, troppo geniale, quindi irrinunciabile. Se però il talento del calciatore è già sbocciato con precocità da record, non va però trascurato che il fisico resta quello di un ragazzino della sua età. Eppure viene sottoposto a carichi e sforzi fuori dal comune, culminati in una serie di infortuni derivanti dall’eccesso. Il più recente, una lesione del bicipite femorale della gamba sinistra, gli farà perdere la parte finale della Liga. Avrebbe potuto andare peggio: per ore la Spagna è rimasta col fiato sospeso, nella prospettiva inaudita di un Mondiale senza Yamal.
Il caso specifico però impone la riflessione. Già 55 gol e 64 assist in carriera tra club e Nazionale maggiore, per 176 presenze complessive. Sono numeri brucianti, che rispecchiano un giocatore senza pari fra i suoi coetanei. Anche in termini di minutaggio: come sottolinea questa speciale classifica stilata da ESPN, tra i calciatori Under 19 esiste Lamine Yamal e poi il resto del mondo. Il dieci blaugrana ha messi ha referto ben 12.680 minuti in campo. Dietro di lui, al secondo posto, troviamo Jude Bellingham con 9.919: addirittura il 22% in meno. E da lì in poi il resto della graduatoria si fa abbastanza uniforme. Terzo Cubarsì (9.135 minuti), quarto Sessegnon (8.809) e così via. Anche estendendo il database ai primi anni Novanta, la panoramica non cambia. Perfino Owen e Rooney guardano dal basso verso l’alto il nuovo oro del Camp Nou.
Insomma, l’enorme eccezione è Lamine. Che in questa stagione figura tra i giocatori più utilizzati in assoluto, fintanto che era disponibile. Spremuto e conteso fra Barça e Nazionale, perché nessuno, al momento riesce a rinunciare al suo immenso talento senza valutare le conseguenze. D’altronde è una dinamica comprensibile: Hansi Flick e Luis de la Fuente, per gli obblighi del loro mestiere di allenatore sono chiamati a rispondere al presente. Se da un giorno all’altro decidessero di far riposare Yamal in salute, “a scopo precauzionale”, e poi i blaugrana o la Roja dovessero perdere, sai che polemiche. E sarebbero loro a farne le spese in prima persona.
Per questo club e Nazionale dovrebbero iniziare a concertare una strategia comune, insieme a tutto il sistema calcio senza riguardi per la densità dei calendari – già insostenibili per un professionista adulto, figurarsi per il corpo di un adolescente in continuo divenire. Non c’è dubbio, è concettualmente inconciliabile che Lamine Yamal sia il calciatore più forte della Liga – e forse d’Europa, del Mondo – e che lo stesso Lamine Yamal abbia soltanto 18 anni. Ma questo è. E se oltre all’espressione del talento non si lavora alla sua tutela, saremmo di fronte a una scoraggiante sconfitta per tutto lo sport. D’altronde i precedenti storici non sono affatto favorevoli. La lista è lunga: il giovane Camavinga ha saltato 50 partite per infortunio da quando è arrivato al Real Madrid nel 2021; Muniain ha segnato il gol più precoce negli annali della Liga, ma poi si è rotto altrettanto presto il legamento crociato anteriore e non più stato lo stesso; Gavi era già titolare nel Barça a 16 anni, ma ha subito la stessa sorte e deve ancora risollevarsi; Michael Owen aveva firmato la sua stagione da record, preludio di una carriera fulminante, a 17 anni appena, ma poi è stato martoriato dai guai fisici. E nessuno di loro, va ribadito, era Lamine Yamal.