Il Deportivo ha licenziato un giocatore che ha finto di avere il Covid per vedere la finale di Copa del Rey

Juan Carlos Menudo, tifosissimo del Betis, ha esultato per la vittoria della sua squadra. E ora è svincolato.
di Redazione Undici 02 Maggio 2022 alle 18:03

Lo scorso 24 aprile, mentre il Deportivo La Coruña pareggiava 1-1 sul campo del Talavera, Juan Carlos Menudo era a Siviglia, dove la sera prima aveva assistito alla finale di Copa del Rey tra Betis e Valencia. Niente di strano, se non fosse che Menudo, 32 anni, oltre a essere tifosissimo del Betis, è anche un giocatore del Deportivo, di ruolo centrocampista, e che per essere presente all’Estadio de la Cartuja di Siviglia aveva finto di essere positivo al Covid-19, così da poter saltare la trasferta di Talavera. Tutto è cominciato quando la Federazione aveva accolto la richiesta del Talavera di spostare la partita contro il Deportivo dal venerdì alla domenica mattina del 24 aprile. Una decisione che, evidentemente, non avrebbe permesso a Menudo di essere a Siviglia per la partita più importante del Betis in oltre due decenni.

Secondo la ricostruzione del quotidiano El País, Menudo ha finto di accusare sintomi riconducibili al Covid-19 dopo l’allenamento del giovedì mattina, così da poter saltare quello del pomeriggio. In seguito ha detto di essersi sottoposto a un tampone che ha dato esito positivo. In questo modo, ha evitato la convocazione per la gara di Talavera e ha potuto recarsi a Siviglia per seguire dal vivo la partita. Il Betis ha vinto, ma quella è stata l’unica notizia positiva per Menudo: il Deportivo ha infatti scoperto che il suo calciatore non era a La Coruña nella serata di sabato 23 aprile, mentre si giocava la finale di Copa del Rey, e così ha deciso di rescindere il contratto di Menudo. Per giusta causa. «Il nostro club prende le proprie decisione in base ai valori che ritiene debbano essere rispettati, per quello che rappresenta il Deportivo e per gli obiettivi che ci siamo prefissati» ha detto l’allenatore del Depor, Borja Jiménez.

Menudo, centrocampista trentenne, lascia il Deportivo dopo una sola stagione: era arrivato in estate dal Numancia, a parametro zero. La sua avventura in Galizia non è stata proprio scintillante: 12 presenze complessive, di cui solo due da titolare, e un solo gol, tra l’altro realizzato nel match d’esordio a fine agosto. Pur essendo un tifoso del Betis, Menudo è cresciuto nel settore giovanile del Siviglia prima di una carriera da girovago con club come Cartagena, Ponferradina, Melilla. Non è mai andato oltre la terza divisione spagnola, la serie in cui ora milita il Deportivo dopo essere sprofondato in Segunda División B, e aver rischiato anche la retrocessione in quinta serie solamente un anno fa. Ora la squadra galiziana è seconda in classifica, a nove punti dal Racing Santander – già promossa in Segunda División – e a +3 sul Racing Ferrol. Nel caso il campionato finisse così, il Depor si giocherebbe la promozione in seconda divisione ai playoff.

>

Leggi anche

Calcio
Per motivare i giocatori dell’Arsenal in vista della partita decisiva di Premier League contro il Manchester City, Mikel Arteta ha acceso un fuoco sul campo di allenamento
Sciamano, boy scout o semplicemente allenatore eccentrico?
di Redazione Undici
Calcio
Manolo Portanova è stato condannato anche in appello, e forse adesso è arrivato il momento di una riflessione
Il centrocampista della Reggiana, condannato a sei anni di carcere per violenza sessuale in primo e in secondo grado, ha annunciato che farà ricorso in Cassazione. Ma intanto continua a giocare.
di Redazione Undici
Calcio
Il Manchester United è vicino al ritorno in Champions, ma in caso di qualificazione ci sarebbero un po’ di problemi con gli stipendi dei giocatori in prestito
Con il raggiungimento dell'obiettivo, una clausola molto utilizzata a Old Trafford fa alzare automaticamente gli ingaggi dei calciatori. Anche quelli che sono temporaneamente in altri club.
di Redazione Undici
Calcio
La squadra di Simone Inzaghi e Benzema, l’Al-Hilal, è stata venduta dal Fondo PIF (ed è una cosa molto importante per il calcio saudita)
La nuova proprietà fa sempre parte della famiglia reale, ma la notizia preannuncia un evidente cambiamento rispetto al grande progetto avviato nel 2023.
di Redazione Undici