Da quando è arrivato Antony, il Betis ha iniziato a volare

Soltanto il Barcellona, nelle ultime gare di Liga, ha fatto meglio della squadra di Manuel Pellegrini.
di Redazione Undici 10 Marzo 2025 alle 19:31

Più che un talismano è un fattore. Nove partite, tre reti e altrettanti assist tra campionato e Conference League: se il Betis sta iniziando a dare un senso alla sua stagione – sogni europei di oggi, profumo d’Europa di domani: la squadra di Pellegrini è sesta in classifica, a otto punti dall’Athletic quarto – molto lo deve all’impatto offensivo di Antony. Croce e delizia per antonomasia, chiaramente in modalità da quando veste la maglia biancoverde. Un dato su tutti: il brasiliano ha firmato col Betis il 25 gennaio scorso, e da quel momento in avanti, la squadra Verdiblancos ha conquistato 13 punti in sei gare di Liga (e l’unico ko, a Vigo, è arrivato nonostante il partidazo con gol del numero 7). Soltanto il Barça a punteggio pieno ha fatto meglio nello stesso periodo. E all’interno di una classifica molto corta, tanto è bastato al Betis per uscire dalla mediocrità e puntare con rinnovata convinzione a un posto fra le prime. Tanto è bastato ad Antony per ritrovare sé stesso. Mica poco, per un prestito secco.

Eppure i lampi di talento non sono mai stati in discussione per il classe 2000. Gli è mancato semmai tanto altro: costanza, mentalità, capacità di responsabilizzarsi in un top club. Il Manchester United non è l’Ajax, dove si era messo in luce come astro nascente del calcio. In questo senso, la dimensione del Betis si avvicina di più a quella olandese. «Il ragazzo con noi sta molto bene», ha detto in questi giorni Ramon Alarcón, CEO degli andalusi. «È rimasto sorpreso dalle strutture e dall’accoglienza che gli abbiamo offerto per ambientarsi in città. Mi ha detto che vuole rimanere qui un altro anno». Su al nord, in Inghilterra, i Red Devils per il momento prendono appunti. E non possono che sorridere: c’è chiara consapevolezza che Antony rappresenta l’immagine del fiasco sportivo e societario degli ultimi anni – 100 milioni di investimento pretendono risultati concreti, d’altronde. L’unico modo per scongiurarlo è vedere il ragazzo maturare altrove.

Leggi anche

A Siviglia sta succedendo. Sempre alla maniera di Antony, naturalmente – ha ricevuto anche un cartellino rosso –, ma tra il prendere e il lasciare i tifosi del Betis non hanno dubbi. Preciso in zona-gol, altruista con i compagni, fantastico soprattutto nell’intesa con Isco – altro caso di rinascita, di tutt’altra natura. È soltanto l’inizio, sarà una lunga rincorsa. E chissà che lo United non arrivi ad accontentare Antony per davvero, estendendo un prestito fin qui felicissimo, per poi riaccogliere alla base il giocatore che avevano cercato. Comunque vada, in un modo o nell’altro, Antony continua a far parlare di sé. A lui la scelta finale.

>

Leggi anche

Calcio
Il PSG e Netflix dovevano fare uscire un documentario, ma il progetto si è arenato
Secondo L'Équipe, ci sarebbero state delle divergenze sui contenuti e sull'accesso garantiti alla troupe.
di Redazione Undici
Calcio
Per Gravina e Buffon le dimissioni dalla FIGC erano l’unica strada possibile
La sconfitta in Bosnia e la mancata qualificazione al terzo Mondiale di fila hanno portato a un doppio addio inevitabile: un atto politico, come succede sempre, ma soprattutto il frutto di tutta una serie di errori.
di Alfonso Fasano
Calcio
De Zerbi al Tottenham può sembrare una scelta assurda, ma non lo è per niente
Nel caso di una non impossibile salvezza, l'allenatore italiano avrà a disposizione mezzi tecnici ed economici pressoché illimitati per ricostruire la squadra. Gli Spurs sono ben diversi dal Marsiglia.
di Redazione Undici
Calcio
Mudryk è ancora sospeso per il caso doping, ma intanto si allena da solo afittando il campo di una squadra dilettantistica
L'attaccante ucraino del Chelsea non gioca da quasi un anno e mezzo, ma vuole farsi trovare pronto in caso di assoluzione.
di Redazione Undici