Olivier Giroud non muore mai, ma veramente mai

Grazie al gol contro il Brann Bergen, l'ex Milan diventa l'attaccante francese più anziano a segnare in qualunque competizione europea. Ma soprattutto, resta un top player anche alla soglia dei quarant'anni.
di Redazione Undici 26 Settembre 2025 alle 14:40

Un perentorio colpo di testa dei suoi, a bucare il portiere sul secondo palo. E a decidere la partita nei minuti finali: è il calcio di Olivier Giroud in un gesto tecnico che si perpetua. Anche al Lille, in Europa League. Anche quando gli anni saranno ormai 39 martedì prossimo: nessun calciatore francese, nella storia di qualunque competizione europea, era mai riuscito a lasciare il segno così in là con l’età. Un record che reggeva sin dal 1965, quando tale René Hauss, all’epoca quasi 38enne, aveva trovato la rete in Strasburgo-Milan di Coppa delle Fiere. Mentre l’unico altro transalpino a scendere in campo più anziano di Giroud era stato Bruno Ferrero – con la maglia del Nancy, nel 1973 in Coppa delle Coppe – alla soglia dei 40 anni. Costui però era un portiere. Eppure si sa. Olivier è come il buon vino: passa il tempo e non perde il gusto. Né l’appetito per il gol.

Non si tratta solo di una fiammata da copertina, buona per fotografi e almanacchi. Perché Giroud, oggi, è ancora in grado di fare la differenza in un grande club. Dopo la trascinante esperienza in rossonero, aveva illuso il calcio che la sua parabola discendente fosse iniziata con la sfortunata parentesi al Los Angeles FC: semplicemente, quello non era il suo calcio. Fatto di agonismo, necessità di essere sempre al massimo e dare tutto in un agone competitivo lontano dai blandi canoni della MLS. Il Lille ha scommesso tutto – anche con un’irrifiutabile proposta contrattuale – su quel suo mal d’America. E sull’eccezionale tenuta del campione. Che infatti, nel giro di poche settimane, s’è preso la leadership della squadra: già 3 gol e un assist nelle prime 5 presenze stagionali. Numeri da cannoniere in auge. E colpi da fuoriclasse assoluto.

Prendiamo lo stacco di testa che giovedì sera ha castigato il Brann Bergen, nel momento più intricato del match. Le Parisien scrive che il salto compiuto da Giroud “è stimato a 2,50 metri d’altezza: ricorda il gol di Cristiano Ronaldo in Sampdoria-Juventus 1-2, nel dicembre 2019, nel quale l’attaccante portoghese aveva raggiunto i 2,56 metri”. Viene perfino rispolverato il record del mondo di salto in alto – che naturalmente si esegue secondo modalità tecniche non comparabili, ma rende bene l’idea –, detenuto da Javier Sotomayor, leggendario altista cubano, sin dal 1993. Lui arrivò a quota 2,45. Se Giroud può anche soltanto far parte – sia pure in termini visivi – di un paragone tanto illustre, alla sua veneranda età, è l’ennesima riprova che la condizione fisica dell’atleta si conferma fuori dal comune.

“Con l’età ci sono cose che non cambiano molto”, ha sorriso Olivier nel postpartita, rievocando quello stesso precedente. “In passato si elogiava CR7 per quanto saltava in alto: è questione di tempismo, ma anche di ottimi assistman su cui poter contare”. Da Alex Sandro a Tiago Santos. “In queste situazioni non è mai facile, perché il difensore arretra mentro io arrivo di slancio. Alla fine però è andato tutto bene, e abbiamo vinto grazie alla nostra mentalità”. Seguire il percorso di Giroud a Lille per altri consigli. Di calcio e longevità.

>

Leggi anche

Calcio
Su Sky Sport arriva Toro 1976. Lassù qualcuno ti ama, il racconto dell’ultima grande epopea granata
Il settimo scudetto del Torino, il primo e unico dopo Superga, è al centro di sei puntate ricche di testimonianze, ricostruzioni storiche e grandi novità visive.
di Redazione Undici
Calcio
I giocatori che esordiranno ai Mondiali indosseranno delle patch “Debut” simili a quelle che si usano negli sport americani
Tutta questione di business, facilmente monetizzabile, e di fanatici del collezionismo.
di Redazione Undici
Calcio
Dopo il successo del Barcellona sul Real Madrid, João Cancelo è diventato il primo giocatore di sempre a vincere la Serie A, la Premier League, la Bundesliga e la Liga
Adesso all'esterno portoghese, tornato in Catalogna nel mercato di gennaio, manca solo la Ligue 1 per fare l'en plein di tutti i campionati top in Europa.
di Redazione Undici
Calcio
La crisi del Milan non è un’implosione improvvisa, ma un declino lento e costante che va avanti da settimane
La squadra di Allegri ha perso per strada le certezze tattiche su cui aveva costruito la sua stagione. Poi sono venute anche le difficoltà mentali, e anche lo scollamento tra società e pubblico non ha aiutato i rossoneri, anzi.
di Redazione Undici