E intanto l’Argentina continua a organizzare amichevoli stranissime, le prossime per esempio saranno contro Mauritania e Zambia

Non è la prima volta che accade, ed è una pura e semplice – anche se non condivisibile – strategia economica.
di Redazione Undici 21 Marzo 2026 alle 18:19

L’Argentina campione del mondo sta vivendo un momento interlocutorio. Avrebbe dovuto affronta la Spagna nella Finalissima UEFA-CONMEBOL, ovvero la partita/trofeo che mette una di fronte all’altra la Nazionale campione d’Europa e la detentrice della Coppa America, ma alla fine la guerra in Medio Oriente ha fatto saltare il progetto – inizialmente la gara si sarebbe dovuta svolgere in Qatar, poi in seguito non è stato trovato l’accordo per un nuovo campo neutro. A meno di tre mesi dall’inizio del Mondiale 2026, dove la Selección proverà a difendere il titolo con l’ultimo tango di Leo Messi, ci sono state quindi un po’ di polemiche. Non solo per l’annullamento della Finalissima, ma anche per come l’AFA – la Federcalcio di Buenos Aires – ha deciso di ovviare alla partita contro la Roja: in sostituzione, sono state annunciate due amichevoli abbastanza surreali, la prima contro la Mauritania (27 marzo) e la seconda contro lo Zambia (31 marzo).

In realtà basta riavvolgere il nastro degli ultimi anni per accorgersi che, per dirla con un eufemismo, la Federcalcio argentina non ama organizzare delle amichevoli molto probanti per la Selección: nell’elenco delle rappresentative affrontate nei test match “ufficiali” – cioè riconosciuti dalla FIFA all’interno delle sue finestre internazionali – ci sono Panama, Curaçao, Australia, Indonesia, El Salvador, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Venezuela, Porto Rico e Angola. Non solo non ci sono squadre europee – l’ultima sfida a una Nazionale appartenente alla UEFA, a tutt’oggi, è ancora quella contro la Francia per la finale del Mondiale 2002 – ma è evidente che si tratti di avversari di rango nettamente inferiore rispetto alla Selección di Scaloni.

Non a caso, viene da dire, l’AFA è stata molto criticata per questa sua strategia. Che, di fatto, è una strategia economica. Lo spiega benissimo il quotidiano La Nación in questo articolo: «Negli ultimi anni, i dirigenti del calcio argentino hanno preferito che la Selección partecipasse ad amichevoli più semplici, ma che garantissero dei grandi introiti a livello economico. Si pensi alla tournée negli USA o alla trasferta in Angola degli ultimi due anni:  in entrambi i casi, nelle casse federali sono entrati diversi milioni di dollari». Ma allora perché il Brasile – che, tanto per dire, in questa finestra internazionale affronterà Francia e Croazia – si comporta diversamente? Risposta altrettanto semplice: «Quando si chiede perché l’Argentina non competa contro le potenze del calcio mondiale, la risposta dalla sede centrale dell’AFA è sempre la stessa: è una questione di costi, nessuna azienda è disposta a organizzare o sponsorizzare una partita che comporta ingenti spese a fronte di un margine di profitto ridotto». E così Messi, Scaloni e tutto il resto della Nazionale si ritrovano a disputare partite semplici, o comunque low cost, contro avversari tutt’altro che trascendentali: non proprio il miglior viatico possibile, per prepararsi a difendere un titolo mondiale.

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