Viaggio nella rivoluzione tecnologica che sta cambiando il calcio

Reportage dal quartier generale FIFA, a Zurigo, dove è stato avviato e si sta compiendo un processo che trasformerà il gioco. I protagonisti sono l’intelligenza artificiale e Lenovo, Official Technological Partner della Federazione Internazionale.
di Alfonso Fasano 25 Aprile 2026 alle 02:27

Il FIFA Headquarters di Zurigo, chiamato anche “Home of FIFA” a seconda delle circostanze, è un luogo che contiene e nasconde e offre moltitudini. Tanto per iniziare stiamo parlando della sede del governo calcistico globale, dell’ambiente in cui vengono organizzati alcuni degli eventi più ricchi, più seguiti e più glamour mai inventati dagli esseri umani, degli eventi che quindi riguardano tutti noi. Eppure le architetture esterne sono essenziali, private di qualsiasi effetto-wow: l’edificio centrale del complesso sorge su una collina e non supera i due piani di altezza, tutt’intorno ci sono un grande parco che trasmette pace e tranquillità, sei giardini dedicati alle altrettante confederazioni continentali che formano la famiglia FIFA, tre campi da calcio, alcune installazioni che rimandano ovviamente al gioco, alla sua storia, alla sua cultura. Ma si tratta di richiami piccoli e discreti, forse solo la versione gigante di alcuni palloni usati ai Mondiali restituisce una reale sensazione di grandezza, tutto il resto è pensato e realizzato a misura d’uomo.

Una volta dentro le cose cambiano, l’opulenza diventa chiara ed evidente, anche se è non invasiva – insomma: non si cade nel kitsch. Le sale conferenze, gli auditorium, i vari uffici-acquario, l’area benessere e persino una stanza dedicata alla meditazione mescolano sofisticatezza e funzionalità, il design e i materiali utilizzati sono pregiatissimi e in perfetta armonia tra loro. La gran parte di questi ambienti si rincorre in sei livelli interrati che ospitano anche gli archivi e i magazzini, e che quindi sono il vero cuore della struttura, il vero cuore del calcio mondiale. È proprio qui che FIFA e il suo Official Technology Partner, Lenovo, hanno iniziato ad allestire e stanno portando a compimento una piccola, grande rivoluzione: quella che, a partire dai Mondiali di United 2026, è destinata a cambiare il modo in cui viene pensato, gestito e percepito il gioco del calcio. Sia per chi lo governa che per chi lo vive da appassionato

In realtà questa rivoluzione è iniziata nella seconda metà del 2024, quando è arrivato l’annuncio della partnership. In quel momento è stata avviata una macchina invisibile, silenziosa eppure potentissima, da lì è partito un processo di tecnologizzazione attiva che riguarda tutti gli ambiti e tutti gli eventi FIFA: i grandi tornei con cadenza lunga, a cominciare dalla Coppa del Mondo maschile 2026 e da quella femminile del 2027; altre competizioni a livello globale, per esempio quelle per le rappresentative giovanili; i congressi e le attivazioni che permettono alla FIFA di disegnare e aggiornare la roadmap del calcio mondiale, oltreché di connettersi con gli appassionati. Ecco, tutti questi appuntamenti adesso sono guidati dall’expertise di Lenovo. Che, attraverso i suoi device, le sue applicazioni e le sue strategie, espande e migliora il lavoro di chi amministra e indirizza la locomotiva del calcio mondiale. Senza sostituirsi alle persone, ma ampliando i loro strumenti, le loro conoscenze, quindi le loro possibilità.

In vista dei Mondiali 2026, tanto per cominciare a snocciolare qualche numero significativo, Lenovo e Motorola forniranno 17mila dispositivi complessivi. Tutti questi device, dopo essere passati per le strutture aziendali situate nel North Carolina, a Città del Messico e a Toronto, saranno smistati nei 16 stadi che ospiteranno le partite e in tutti gli altri luoghi strategici della manifestazione. Quindi si andrà dai magazzini di Zurigo a Houston, dalla Cina a Vancouver a Guadalajara: un territorio enorme che richiede uno sforzo logistico enorme. E anche un po’ di fantasia: ogni scatola di cartone che contiene i dispositivi, per esempio, è caratterizzata da un bollino-colore che, in qualche modo, ne identifica la destinazione d’uso, cioè se si tratta di un computer da utilizzare per proiettare una presentazione oppure di un device portatile che servirà per registrare gli accrediti. Tutti i passaggi devono essere veloci e intuitivi, ogni singolo scaffale va organizzato in maniera perfetta. Perché i tempi di allestimento e smantellamento saranno ridottissimi, perché poi ogni singola periferica dovrà essere pulita, ripristinata e aggiornata in vista dell’evento successivo.

Lenovo e FIFA hanno iniziato a collaborare partendo dai servizi aziendali, poi pian piano la partnership si è estesa anche ad altri eventi, ad altri contesti applicativi, ha iniziato a coinvolgere altre figure: il Mondiale per Club del 2025 è stato un primo banco di prova per testare nuove tecnologie, proprio durante il torneo che si è svolto l’estate scorsa negli USA gli ingegneri Lenovo hanno iniziato a fare il loro ingresso negli stadi e hanno coordinato un team equipaggiato con 7500 device. Così è stata preparata la grande esplosione prevista per i Mondiali 2026: i tablet a bordo campo utilizzati per le sostituzioni, le Refcam indossate dagli arbitri, la Hologram Solution usata per i sorteggi e negli eventi di e-gaming e la Smart Wayfinding che guideranno gli spettatori nelle aree FIFA saranno solo alcune delle tecnologie che avranno un impatto reale sull’andamento del torneo, anche se i tifosi non le vedranno sempre in azione. E saranno gestite proprio dagli ingegneri Lenovo. Appena dietro questa prima linea, ci saranno tutte le altre migliaia di asset che aiuteranno a gestire la logistica e la sicurezza, l’hospitality e la parte sportiva. Myles Spittle, FIFA DWS (acronimo di Digital Workplace Solutions) Program Lead di Lenovo, ha detto che «il nostro lavoro e il nostro team saranno la spina della Coppa del Mondo». Una definizione che può sembrare suggestiva, invece è molto centrata.

E non è tutto: quello di United 2026 sarà anche il primo Mondiale di calcio in cui l’intelligenza artificiale avrà un ruolo da acceleratore potente eppure discreto, soprattutto dal punto di vista dei risvolti pratici. I due progetti più visionari di Lenovo, infatti, cambieranno il modo in cui due componenti fondamentali del gioco, i membri degli staff tecnici e delle squadre arbitrali, potranno interpretare e vivere le partite. Si parte da Football AI Pro, una piattaforma completamente dedicata all’analisi tattica: in questo ambiente virtuale saranno presenti basi di dati, mappe e clip animate che riproducono esattamente l’andamento delle gare; i coach potranno interrogare l’intelligenza artificiale tramite prompt, con domande intuitive e risposte immediate, basate sulle statistiche e sulle esperienze accumulate nel corso del torneo. Un’altra caratteristica di Football AI Pro è quella relativa alla trasversalità: la piattaforma e ai suoi tool, infatti, saranno accessibili ai match analyst di tutte le 48 Nazionali qualificate alla fase finale della Coppa del Mondo. In questo modo, anche le rappresentative con meno blasone e meno risorse potranno utilizzare gli stessi identici strumenti delle big storiche.

L’altro grande ambito in cui l’AI e Lenovo faranno la rivoluzione, come detto, è quello arbitrale: tutti i giocatori convocati per la fase finale della Coppa del Mondo 2026, infatti, saranno rappresentati dai loro avatar 3D nell’ambito dei replay animati utilizzati dai direttori di gara, e dagli addetti al VAR, per prendere le loro decisioni – in primis per quelle che prevedranno l’utilizzo del fuorigioco semi-automatico. Per realizzare questi avatar verranno utilizzate tecnologie generative fondate sull’intelligenza artificiale: il primo passo è lo scanning “fisico” dei giocatori, che avverrà con 28 dispositivi che verranno spostati nei vari ritiri delle squadre qualificate, poi in seguito questi umani digitalizzati tramite il lavoro dell’AI permetteranno di elaborare delle clip iper-realistiche, di qualità nettamente superiore a quelle utilizzate finora nelle grandi competizioni calcistiche.

Il risultato cambia la percezione estetica di quei momenti delle partite, ma aumenta anche la precisione e la trasparenza delle decisioni arbitrali: i direttori di gara e i loro collaboratori, durante i prossimi Mondiali, potranno risolvere delle situazioni dubbie basandosi su una figura animata che riprende esattamente le fattezze di Lamine Yamal, fattezze completamente diverse rispetto a quelle di Erling Haaland, di Harry Kane o di Kylian Mbappé. Può sembrare una differenza minima, e invece è una cosa enorme. È la parte di una trasformazione elettrizzante, di un processo che sta portando il calcio nella contemporaneità. E che, per questo, va decisamente oltre i piani interrati del quartier generale di Zurigo, oltre la FIFA, oltre Lenovo: riguarda e cambierà i Mondiali di calcio, quindi tutti noi.

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