Il Guardian ha pubblicato una notizia che potrebbe avere un grosso impatto sul calcio mondiale, almeno per come lo conosciamo: la FIFA avrebbe elaborato un nuovo protocollo per l’organizzazione di partite all’estero da parte delle leghe nazionali. In pratica, gli esperimenti – tentati e falliti – da parte della Serie A (Milan-Como da giocare a Perth) e della Liga (Villarreal-Barcellona da giocare a Miami) avrebbero maggiori possibilità di essere approvati. Stando a quanto disposto dalla FIFA, infatti, ogni lega nazionale potrebbe organizzare una partita all’estero per ogni edizione del campionato. Una, non di più.
Sempre stando al nuovo protocollo, qualsiasi richiesta di spostare una partita competitiva in territorio straniero verrebbe presa in considerazione solo se approvata da tutte le principali parti interessate. In particolare, si tratterebbe della Federazione nazionale dei club coinvolti (la FIGC per l’Italia), della Confederazione continentale (UEFA per l’Italia, naturalmente), dalla Federcalcio del Paese che ospiterebbe la partita e dalla relativa Confederazione. Inoltre la FIFA si riserverebbe il diritto di veto. Alla base di questa posizione ci sarebbero eventuali preoccupazioni in merito al benessere dei giocatori, legate al carico di lavoro eccessivo e ai viaggi frequenti. Dal punto di vista burocratico e commerciale, il nuovo protocollo prevedrebbe che i ricavi derivanti dalle partite nazionali disputate all’estero vengano ridistribuiti in tutto il movimento calcistico di riferimento. Verrà inoltre richiesta la prova che siano stati predisposti piani e, se necessario, risarcimenti per i tifosi delle squadre che desiderano assistere alle partite.
Non è ancora stata fissata una data per la prossima riunione del gruppo di lavoro, durante la quale si prevede che verranno presi in considerazione i feedback delle parti interessate. Secondo il Guardian, però, la FIFA punta ad avere il protocollo in vigore già per la prossima stagione. Un altro aspetto fondamentale riguarda i Paesi “destinatari” delle partite internazionali: non potrebbero ospitarne più di cinque per ogni stagione. Da questo punto di vista, scrive il quotidiano inglese, «c’è la volontà di proteggere la MLS e la Federcalcio americana: gli Stati Uniti, infatti, diventerebbero il mercato più attrattivo per questo genere di operazioni, e ci sarebbe il rischio concreto di intralciare lo svolgimento del campionato locale». Ovviamente è ancora tutto da confermare, ma resta comunque una notizia molto importante.