I Vancouver Whitecaps di Thomas Müller stanno andando benissimo, eppure ci sono voci concrete su un trasferimento della squadra a Las Vegas (e i tifosi non l’hanno presa bene)

I fan hanno lanciato un nuovo movimento, il “Save The Caps” per non perdere la squadra. Per ora i proprietari hanno tranquillizzato i fan, ma gli interrogativi rimangono.
di Redazione Undici 28 Aprile 2026 alle 11:18

Las Vegas è la nuova frontiera dello sport americano. D’altra parte parliamo di una città dove i soldi, sicuramente, non mancano. E quando le leghe intravedono la possibilità di fare business in un luogo del genere, di certo non se la fanno scappare. La prima a guardare al Nevada è stata la NHL che ha portato i Knights, poi è stata la volta del football, con la NFL che ha trasferito i Raiders da Auckland e dal 2027 nascerà una nuova franchigia NBA. Il calcio, quindi, non poteva stare a guardare. Il problema, però, è trovare dei proprietari disposti a spostare una squadra. I principali candidati, per ora, sono quelli dei Vancouver Whitecaps, il club di Thomas Müller. Che in campo stanno andando fortissimo, ma a livello di mercato, di bacino d’utenza, non possono certo competere con Las Vegas.

Come analizzato da The Athletic e Sport1.de, una commissione speciale composta dai proprietari della Major League Soccer si è riunita nelle scorse settimane per discutere diversi scenari per il club canadese, inclusa una possibile relocation. Tra le ipotesi sul tavolo, come detto, c’è un trasferimento a Las Vegas. Che sarebbe la destinazione più apprezzata, tra quelle possibili. Fonti vicine alle trattative riferiscono che la MLS avrebbe già avuto contatti con un gruppo di investitori interessato a portare una franchigia nella città del Nevada.

Non sarebbe però coinvolto il consorzio che ha recentemente presentato il progetto “Starr Vegas”, un piano da 10 miliardi di dollari lungo la Strip che comprende anche uno stadio da 50mila posti dedicato al calcio. Oltre a Las Vegas, anche Phoenix sarebbe tra le principali candidate a ospitare un eventuale trasferimento, mentre altri mercati come Indianapolis e Sacramento continuano a manifestare interesse per entrare in MLS.

In MLS, non ci sono trasferimenti dal 2006, quando i San Jose Earthquakes vennero rilocati a Houston, diventando gli attuali Dynamo. In anni più recenti, un caso emblematico è stato quello dei Columbus Crew: alla fine degli anni 2010, la squadra venne “salvata” da una mobilitazione popolare – chiamata “Save The Crew” – che, di fatto, impedì trasferimento ad Austin. Ora uno scenario simile si sta delineando a Vancouver, dove i tifosi hanno lanciato il movimento “Save The Caps”, portando striscioni e messaggi di protesta sugli spalti del BC Place.

Intanto il club continua a lavorare per una soluzione interna. Il contratto d’affitto del BC Place scade a fine anno e resta aperta la ricerca di un nuovo stadio, mentre è ancora in corso il processo di vendita della società. «Dal dicembre 2024 la proprietà ha dato priorità alla ricerca di un acquirente impegnato a mantenere la squadra a Vancouver, ma finora non è stata trovata una soluzione». si legge in una nota ufficiale del club. La MLS, dal canto suo, non ha rilasciato commenti ufficiali. Qualsiasi eventuale trasferimento dovrebbe comunque ottenere l’approvazione dei proprietari della lega e prevedere il pagamento di una relocation fee, che potrebbe superare i 500 milioni di dollari, cifra versata da San Diego FC per entrare nella MLS come nuova franchigia.

Il presidente e CEO dei Whitecaps, Axel Schuster, ha comunque ribadito la volontà di trovare una soluzione locale: «Non stiamo aspettando passivamente. Crediamo di poter trovare una soluzione. Valuteremo opzione A, B, C… fino in fondo. Ma se un giorno finiranno le lettere dell’alfabeto, forse dovremo considerare altre strade». Insomma: i Whitecaps dicono che a Vancouver si sta bene e vorrebbero continuare a giocare lì, ma non si può dare nulla per scontato. Lo scorso dicembre il club aveva firmato un memorandum d’intesa con la città per negoziare fino al 2026 un nuovo stadio e un distretto dell’intrattenimento ad Hastings Park, ma da allora non ci sono stati aggiornamenti.

L’eventuale addio dei Whitecaps rappresenterebbe un duro colpo per uno dei club più storici del calcio nordamericano. Fondati nel 1974, hanno attraversato NASL, Canadian Soccer League, USL e altre competizioni prima dell’ingresso in MLS nel 2011. Paradossalmente, come detto, l’incertezza societaria arriva in un momento piuttosto brillante dal punto di vista dei risultati: Vancouver ha vinto le ultime quattro edizioni del Canadian Championship, ha raggiunto la finale di MLS Cup lo scorso anno perdendo contro l’Inter Miami di Lionel Messi e ha disputato anche la finale di Concacaf Champions Cup. Nel 2026 i Whitecaps sono ancora tra le migliori squadre della lega, a soli tre punti dal primo posto nella corsa al Supporters’ Shield e con una partenza casalinga quasi perfetta al BC Place (sette vittorie e una sconfitta in otto partite). Ma, mentre i risultati sorridono, i dubbi restano.

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