Il Bodo/Glimt ha annunciato il suo nuovo stadio: avrà 10mila posti, sarà a forma di diamante e verrà costruito con materiali sostenibili e adatti per il Circolo Polare Artico

La struttura punta a essere un punto di riferimento per gli impianti sportivi in aree caratterizzate da un clima estremo.
di Redazione Undici 30 Aprile 2026 alle 15:12

Dopo l’ottimo cammino in Champions League, il Bodo/Glimt – la prima una squadra norvegese arrivata a giocare la fase a eliminazione diretta dai tempi del Rosenborg, ad anni Novanta – ha tutto ciò che serve per pensare in grande. E infatti il club del circolo polare artico ha presentato ufficialmente l’ambizioso progetto del suo nuovo stadio, un’opera che promette di ridefinire l’architettura sportiva norvegese. Con un investimento di circa 110 milioni di euro, l’impianto si distinguerà per un design innovativo ispirato alla geometria di un diamante, per un’estetica all’avanguardia mescolata con una funzionalità estrema, adattata alle esigenze delle estreme condizioni climatiche in cui è immersa la città di Bodo.

Come sottolineato da Marca, la sostenibilità è al centro del progetto: i materiali messi in priorità sono quelli riciclati, e hanno origine locale, in modo da ridurre al minimo l’impronta di carbonio. Tra i dettagli più distintivi del nuovo stadio, ci saranno sedili in legno giallo: un richiamo all’identità cromatica del Bodo/Glimt, ma anche un impegno verso materiali organici e durevoli, adatti alle condizioni climatiche del Circolo Polare Artico. Progettato per ospitare circa 10mila tifosi, il complesso sarà completamente al coperto, così da garantire comfort termico e protezione da vento e neve. L’appalto per gli impianti elettrici è stato affidato a Haneseth, azienda locale che fa della cura dell’ambiente una missione.

L’amministratore delegato del Bodø/Glimt, Frode Thomassen, ha sottolineato che «i valori su cui si fonda il nostro club sono prestazioni, sviluppo, lealtà e coesione. Non stiamo solo costruendo uno stadio, ma un punto di riferimento per il futuro del nostro territorio, non solo in ambito sportivo». In questo senso, la collaborazione con Haneseth e con altre imprese locali è un segnale importante. Anche perché il progetto va decisamente oltre l’impiantistica sportiva: il Bodo/Glimt, in questo modo, punta a diventare un riferimento mondiale su come integrare un’infrastruttura d’élite in ambienti naturali ad alta complessità. 

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