L’Italia e la Serie A stanno vivendo un momento difficile a livello arbitrale, ma anche altri campionati europei potrebbero ritrovarsi dentro situazioni davvero complesse. Anzi: molto più complesse. Basta guardare ai Paesi Bassi, a quanto sta succedendo dentro l’Eredivisie e la Eerste Divisie, la Serie B locale: da diverse settimane, la lega, la Federazione, i club e i giocatori sono alle prese con uno scandalo relativo ai passaporti, alla doppia cittadinanza di coloro che vanno in campo. E all’orizzonte, anche se sembra incredibile, c’è la possibilità che debbano essere rigiocate addirittura 133 partite relative alla stagione 2025/26. Stagione che, ovviamente non si è ancora conclusa. E quindi l’intero sistema calcistico finirebbe nel caos.
Ma andiamo per ordine: dopo la finestra internazionale di marzo, 25 calciatori che avevano giocato con il Suriname, con l’Indonesia e con Capo Verde sono tornati nei loro club dei Paesi Bassi. Per la precisione: si tratta di giocatori che in teoria possiedono la doppia nazionalità, quella olandese e quella della loro rappresentativa (come succede da tantissimo tempo e per tantissimi atleti). Il problema, sollevato durante il popolare podcast calcistico De Derde Helft, è che la legislazione dei Paesi Bassi prevede che, in alcuni casi, chi accetta un passaporto diverso da quello olandese rinuncia automaticamente alla cittadinanza. E, di conseguenza, diventa extracomunitario e deve ottenere una sorta di “permesso di lavoro” per continuare a esercitare la propria professione nel Paese.
Il primo caso, quello sollevato durante De Derde Helft, riguardava Dean James (terzino nato a Leida, nell’Olanda meridionale, ma naturalizzato indonesiano) e i Go Ahead Eagles: durante la partita vinta 6-0 contro il NAC Breda, uno dei conduttori del podcast aveva spiegato che, nonostante la netta sconfitta sul campo, «il NAC avrebbe potuto ancora vincere questa partita». Proprio in virtù della situazione irregolare di James, infatti, il club giallonero avrebbe potuto presentare un ricorso e l’avrebbe anche vinto. Ecco, le cose sono andate più o meno in questo modo.
Il quadro normativo è abbastanza chiaro: l’acquisizione di un nuovo passaporto e la rinuncia alla cittadinanza dei Paesi Bassi, come detto, obbliga i giocatori (e/o i loro club) a chiedere un permesso di lavoro come cittadino extracomunitario. Per ottenerlo bisogna ottemperare a diversi parametri, tra cui uno stipendio da 608mila euro l’anno (o di 304mila per gli Under 21). Ecco: questa cifra è decisamente superiore a quelle incassate da diversi calciatori coinvolti nello scandalo, e quindi questi calciatori sono scesi in campo senza avere i requisiti per farlo. Un altro problema serio riguarda la competenza legale dei club: Marjan Olfers, professoressa di diritto sportivo intervistata da ESPN, ha spiegato che «molte società hanno contatti diretti e costanti con avvocati, ma quelle meno ricche preferiscono spendere soldi in altri ambiti, non certo per consulenze legali». Anche gli stessi calciatori hanno la loro parte di colpa: Luciano Slagveer, attaccante del TOP Oss (seconda divisione) e della Nazionale surinamese, ha detto che «avrei dovuto fare più ricerche: se avessi saputo che, per giocare con il Suriname, avrei perso la cittadinanza olandese, ci avrei pensato un po’ di più».
Dopo le prime segnalazioni alla giustizia sportiva, alcuni club hanno deciso di mettere in panchina i giocatori “a rischio”. Col passare delle settimane, alcuni di loro sono riusciti a ottenere un visto provvisorio, magari legato al fatto che hanno una moglie o dei figli con cittadinanza olandese, ma il problema resta. E infatti il Tribunale di Utrecht sta discutendo la possibilità che una delle partite di cui abbiamo già parlato, quella tra NAC e Go Ahead Eagles, possa essere rigiocata: la prima richiesta presentata dal NAC alla KNVB (la Federcalcio dei Paesi Bassi) è stata rigettata, ma i giudici potrebbero ribaltare la sentenza. E a quel punto ci sarebbe un precedente che spingerebbe tantissimi club a presentare lo stesso identico ricorso. Con buona possibilità che venga accolto. Così si arriva alle 133 partite che, potenzialmente, potrebbero essere ripetute. Così, nel caso, si arriverebbe al caos.