Nell’ultima partita contro il Newcastle non si è visto granché, visto che ha preso gol da Burn su calcio d’angolo, ma il Brighton è decisamente migliorato nella gestione dei set pieces, come li chiamano in Inghilterra: i calci piazzati. Ormai in Premier sono diventati quasi un’ossessione: a scegliere per primo degli esperti in questa speciale situazione di gioco è stato l’Arsenal, che dall’arrivo di Nicolas Jover è diventato la squadra che segna di più da situazioni di palla inattiva in campionato; anche il Liverpool, durante l’era Klopp, aveva ingaggiato il “genio” delle rimesse laterali Thomas Gronnemark, poi “rubato” proprio dall’Arsenal. Il Brighton ha fatto ancora meglio, ha scelto un ex allenatore di MMA per difendere meglio in area di rigore quando la palla è per aria.
A confermarlo nei giorni scorsi a BBC Radio 5 era stato il centrocampista Jack Hinshelwood, autore dell’unico gol di ieri nella sconfitta subita a Newcastle per 3-1. Il manager tedesco Hurzeler ha confermato, in conferenza stampa, che l’iniziativa risale a «un paio di mesi fa» e rientra in un percorso più ampio di adattamento alle nuove dinamiche della Premier League. «Abbiamo parlato molto di calci piazzati, blocchi e nuove tendenze» ha spiegato il tecnico. «Non voglio che questo club sia conosciuto solo come una squadra ‘carina’. In certi momenti bisogna essere concreti e duri nei duelli individuali».
Da qui la scelta di guardare oltre il calcio: «Un lottatore di MMA vive costantemente situazioni uno contro uno. Il suo lavoro è trovare il modo di battere l’avversario. Noi vogliamo prendere spunti anche da altri sport» ha aggiunto Hurzeler, sottolineando come alcune idee siano già state integrate nel lavoro quotidiano della squadra. L’obiettivo è chiaro: aumentare la competitività nei duelli fisici, soprattutto contro avversari più strutturati. «Non siamo una squadra particolarmente dominante dal punto di vista fisico, almeno in termini di altezza, ma esistono sempre modi per difendere e attaccare meglio in queste situazioni», ha ricordato l’allenatore, senza rivelare l’identità del fighter coinvolto.
A 33 anni, Hurzeler è il più giovane allenatore della Premier League e si sta costruendo una reputazione da tecnico visionario. Una linea in continuità con i suoi predecessori, Roberto De Zerbi e Graham Potter, che avevano reso il Brighton sinonimo di gioco offensivo, qualità tecnica e idee innovative. Il suo corso, però, punta ad aggiungere una dimensione diversa: più fisicità, più malizia, più capacità di adattamento. Come detto, la Premier va in quella direzione. Nel campionato inglese, infatti, come segnalato da The Athletic, si è registrato un netto aumento dei calci d’angolo a rientrare, passati dal 41% della stagione 2018-19 al 71% attuale. Una tendenza che ha aumentato il traffico nell’area piccola e reso ancora più decisivi i duelli corpo a corpo.
Squadre come Arsenal e Aston Villa hanno fatto scuola in questo senso, sviluppando strategie sofisticate sui piazzati. Altre, come il Chelsea, hanno costruito gran parte della propria pericolosità offensiva proprio da queste situazioni. Hurzeler ha scelto una strada alternativa ma coerente: migliorare la gestione dei contatti e delle marcature attraverso tecniche derivate dalle arti marziali miste. Un approccio che si inserisce in una tendenza più ampia del calcio contemporaneo, sempre più aperto alla contaminazione con altri sport. L’esperimento del Brighton rappresenta un esempio chiaro: un dettaglio apparentemente marginale, come un duello su calcio piazzato, può diventare terreno di studio e ricerca.