Nel match di ritorno giocato all’Allianz Arena contro il Bayern, più che in quello d’andata a Parigi, Luis Enrique e il PSG hanno mostrato la completezza e la profondità del loro calcio. Se al Parco dei Principi avevamo assistito a una vera e propria partita di ping pong tra i due reparti offensivi, a Monaco la squadra francese ha assunto un atteggiamento leggermente diverso: meno svolazzante, o semplicemente più equilibrato. Luis Enrique non ha cancellato – né tantomeno rinnegato – l’identità su cui si poggia il PSG, ma ha mosso alcune pedine in modo che la gara venisse fuori leggermente più sporca. Anche cose molto molto particolari, per esempio le rimesse dal fondo del portiere Safonov. Che, di fatto, sono state calciate male, cioè sono state direzionate quasi sempre al di là della linea laterale.
No, non stiamo esagerando. Sotto c’è un video in cui ci sono un bel po’ di rinvii dal fondo in cui si vede Safonov calcia sempre il pallone verso una sola zona di campo: a sinistra e poco oltre il centrocampo, più precisamente verso Kvaratskhelia. Ovviamente non possiamo sapere tutti i reali motivi che hanno spinto il tecnico spagnolo a fare questa scelta, ma è facile immaginare che l’idea di base sia quella di andare a pressare alto in una situazione scomoda per gli avversari – un po’ come per il calcio d’inizio battuto deliberatamente fuori, un’altra diavoleria inventata dal PSG e dal suo allenatore.
Al di là dell’esito dei rinvii, questo meccanismo tattico parte da un’analisi di ciò che c’è in campo: il PSG, soprattutto rispetto al Bayern Monaco, non ha giocatori di grande struttura fisica, è una squadra che fatica a vincere i duelli aerei, quindi è più conveniente concedere un “possesso difficile” agli avversari invece che andare a contendere la sfera di testa. La stessa rimessa laterale in zona arretrata di campo, secondo i dati accumulati negli anni dagli analisti, è una situazione di gioco in cui anche le grandi squadre finiscono spesso per perdere il possesso: si parla di una percentuale di riuscita del 50%. In virtù di tutto questo, quindi, i rinvii sballati di Safonov hanno permesso e permettono al PSG di mettere in difficoltà il Bayern Monaco. Anche se, di fatto, la squadra di Luis Enrique finisce per riconsegnare il pallone agli avversari.
È significativo il fatto che proprio il PSG e Luis Enrique, ovvero una squadra e un tecnico che avrebbero – hanno – la costruzione dal basso del DNA, che hanno tutte le conoscenze e gli strumenti per avviare la manovra in modo ricercato con il portiere e i difensori, abbiano deciso di battere così le rimesse dal fondo. Questa mossa si potrebbe definire contro-ideologica, anti-culturale, e invece il concetto giusto è un altro: Luis Enrique, lavorando in questo modo, ha dimostrato di essere un allenatore in grado di interpretare i momenti, i segnali che arrivano dal campo, anche i cambiamenti del gioco. Non è poco, anzi è tantissimo: è segno di grandezza.