La Rafa Nadal Academy, il modello Sinner e la grande impresa a Roma: intervista a Noemi Basiletti

La tennista azzurra, classe 2006 e numero 427 del mondo prima degli Internazionali d'Italia, ha vinto sei partite consecutive tra qualificazioni e tabellone principale. E ora ha un solo obiettivo: continuare a divertirsi.
di Margherita Sciaulino 08 Maggio 2026 alle 02:53

La prima “Cinderella story” degli Internazionali d’Italia è quella di Noemi Basiletti: toscana, classe 2006 e allieva della Rafa Nadal Academy dai 14 ai 18 anni. Dopo essersi qualificata per la prima volta nel main draw degli Internazionali d’Italia, vincendo tre turni di pre-qualificazioni, e poi, battendo due top 100, Basiletti ha ottenuto anche la prima vittoria nel circuito maggiore battendo l’australiana Tomljanovic in due set, con il punteggio di 7-5 6-4 – la partita di è svolta in due parti dopo l’interruzione per pioggia di mercoledì sera, arrivata quando il punteggio era sul 5-3, in favore di Basiletti, nel primo set. Noemi è entrata per la prima volta in un tabellone principale di un WTA 1000 da numero 427 del ranking WTA. Ma ora, con questo risultato, è già sicura di aver scalato almeno 100 posizioni. Insomma: è la protagonista di una storia che sembra già un’impresa. Come detto è reduce da sei partite vinte una dietro l’altra, ma ha anche conquistato anche il cuore del pubblico romano.

Basiletti ha costruito la sua solidità nel tempo, grazie al supporto costante dei suoi genitori e a una borsa di studio che le ha permesso di partire per la Rafa Nadal Academy di Maiorca. Dove ha vissuto un’esperienza che, come ha raccontato a Undici: «Mi ha fatto capire chiaramente cosa volevo». Ma la vera svolta di Basiletti è arrivata all’inizio di quest’anno, quando ha deciso di «rimboccarsi le maniche» e fare dei cambiamenti per lei difficili, come quello di allontanarsi di nuovo dalla sua amata Toscana per trasferirsi a Torino, al Circolo della Stampa Sporting, e affidarsi al coach Federico Maccari. Che ha trovato la chiave per entrare nel suo cerchio della fiducia: «Questa è sicuramente una delle cose che mi rende più orgogliosa», racconta Basiletti. D’altronde, come le ha insegnato il suo idolo Jannik Sinner, il duro lavoro, soprattutto quello lontano da casa, prima o poi ti premia. E allora adesso viene il bello: un secondo turno contro Elina Svitolina. Una di quelle campionesse che Basiletti, poco tempo fa, guardava la sera sul divano, .

Hai già realizzato quello che sta succedendo: prima qualificazione nel tabellone principale di un WTA 1000 e prima vittoria in “casa”. Come ti senti?
Eh… è tutto molto emozionante! Sono partita dalle quali, quindi è già un po’ di giorni che sono qua e adesso mi risulta tutto familiare. Mi sento molto a mio agio anche grazie alle tante persone che sono venute a vedermi, sia oggi che ieri. Certo, per me è tutto nuovo. Però lo sto vivendo con tranquillità e sto provando a divertirmi.
Sei arrivata a sei partite vinte di fila: tre di pre quali, due di quali e una in tabellone. A livello di energie fisiche e di tensione, qual è stata la più dura?
Sicuramente la seconda partita di quali, ovvero l’ultimo turno delle qualificazioni contro l’ucraina Snigur. Nel secondo set ho avuto quattro match point ma non sono riuscita a sfruttarli e sono finita al terzo. Però sono stata molto brava a continuare, a stare lì e fare quello che dovevo fare. Sia a livello tecnico che a livello di testa è stato straziante, ma alla fine quelle sono le partite più belle, soprattutto se riesci a portarle a casa (ride, ndr).

In questo momento sei già sicura di aver scalato almeno 100 posizioni nel ranking. Qual è la cosa di cui sei più orgogliosa?
Dall’inizio di quest’anno ho cambiato un po’ di cose: città, circolo, mi sono allontanata dalla mia famiglia, anche se già prima giravo spesso da sola. Ma quest’anno ho avuto davvero la sensazione di essermi rimboccata le maniche. Ho cambiato tante cose, sia in campo che fuori e sono stata fortunata perché ho trovato delle persone molto in gamba che riescono a capirmi e ad entrare dentro di me: un’impresa non facile. Abbiamo un buon feeling e anche di questo sono molto orgogliosa.
Adesso ti alleni a Torino giusto? Come ti trovi?
Si, al circolo della Stampa Sporting Torino, dove trovo che siano tutti preparatissimi. Torino, a parte qualche pioggia di troppo, è una bellissima città, credo sottovalutata.

Chi sono le persone che hanno fatto la differenza nel tuo percorso?
I miei genitori, che ovviamente ci sono da sempre, anche nei momenti un pochino più difficili. Loro sono sempre rimasti lì a supportarmi e ora mi rendo conto che non era semplice, soprattutto quando dovevano subirsi tutti i miei pensieri negativi. Anche Federico Maccari ultimamente mi ha aiutato tanto a lavorare bene.
Cosa ti ha lasciato la Rafa Nadal Academy? In che modo ti ha cambiata?
È stata un’esperienza formativa. Sono stata lì dai 14 ai 18 anni dopo che avevo ricevuto una borsa di studio. Andavo alla scuola americana dove ho imparato due lingue e sono cresciuta tantissimo fuori dal campo. Anche dal punto di vista umano: ho imparato gestire situazioni che mi hanno fatto capire in fretta quello che volevo veramente. Sono davvero molto grata a tutte le persone che ci sono state durante quei quattro anni.

Chi è il tuo idolo sportivo? Qualcuno che ti ha ispirata e che ti ha spinta a seguire il tuo sogno?
Jannik Sinner, in particolare per il modo di stare in campo e per come interpreta i momenti chiave durante i match. Ma anche per come si comporta fuori dal campo, questo suo modo di essere così riservato mi piace, lo condivido.
Ho sentito che hai lo stesso mental coach di Sinner, è vero? Quanto è importante per te l’aspetto mentale?
Sì, Riccardo Ceccarelli. Ma non sempre parlo direttamente con lui. Ieri e oggi ovviamente mi ha scritto. Ci lavoro da un anno, però abbiamo avuto un po’ di alti e passi perché era una cosa nella quale inizialmente non riuscivo a credere troppo. Ora ho capito che non esiste la bacchetta magica, ci vuole solo tempo.

La prossima avversaria è Elina Svitolina. Come preparerai il match?
Io Svitolina la guardavo da piccola seduta sul divano, quindi mi fa un po’ strano sinceramente (ride, ndr). Cercherò di imparare più cose possibili da lei, è sicuramente una fonte di ispirazione: è diventata mamma e, nonostante questo, è tornata ad altissimi livelli, dimostrando di essere molto tenace. Io spero semplicemente di divertirmi e anche di far divertire un po’ gli altri.
E come hai festeggiato la prima vittoria in un tabellone principale di un WTA 1000?
Molto tranquillamente, sono andata al ristorante con mia mamma, il mio coach e qualche amico. Adesso c’è un’altra partita importante, non è ancora finita.

Foto: FITP
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