Perché il Chelsea si è innamorato di Enzo Maresca?

Naturalmente c'entra la promozione in Premier League ottenuta a Leicester. Ma c'è molto altro.
di Simone Mario Dagani 29 Maggio 2024 alle 14:18

Da un paio d’anni a questa parte il Chelsea è uno strano mix: dirigenti frettolosi con molti soldi a disposizione ma privi di idee funzionali, allenatori con i giorni contati a cui non viene dato il tempo di lavorare, giocatori acquistati a cifre folli ma dal rendimento discutibile (a eccezione del solo, eccezionale, Cole Palmer). Difficilissimo fare bene in un contesto del genere, se non addirittura impossibile. Come se non bastasse, a Stamford Bridge hanno sviluppato anche una certa predisposizione all’auto sabotaggio: non si spiegherebbe altrimenti la rescissione contrattuale con il tecnico Mauricio Pochettino, proprio nel momento in cui l’ex allenatore del Tottenham sembrava avesse trovato una certa continuità — basta ricordarsi in quali acque navigava il Chelsea fino a metà marzo — e avesse messo le basi per una stagione 2024/2025 con qualche legittima ambizione in più dopo il sesto posto finale in campionato. Ora un nuovo scossone è in arrivo, e secondo la stampa britannica non ci sono dubbi: il nuovo manager dei Blues sarà Enzo Maresca.

Ma perché proprio Maresca? Perché una proprietà con un budget per il mercato a otto zeri, che potrebbe ambire a profili più blasonati per la propria panchina, ha deciso di puntare su un allenatore non ancora affermato? Spulciando tra i principali siti e quotidiani sportivi internazionali, tra le risposte più soddisfacente ci sono quelle fornite da The Athletic, che sembra a sua volta avere un debole per l’ex centrocampista di Juventus e Siviglia – al punto che, da una settimana a questa parte, gli viene dedicato almeno un articolo al giorno. Prima di tutto, secondo la ricostruzione di The Athletic, Maresca piace al Chelsea per motivi anagrafici: i suoi 44 anni promettono un progetto orientato al lungo termine, che si allinea perfettamente con la timeline di una squadra che da un paio di stagioni punta forte, fortissimo, sui giovani — il recente addio di Thiago Silva, 39 anni, ha lasciato a Sterling, che compirà 30 anni a dicembre, il posto di giocatore più anziano della rosa. In quest’ottica, l’ingaggio di Maresca è quello di un tecnico che, grazie all’esperienza accumulata negli ultimi anni con l’Under 23 del City, possa rimettere in riga un gruppo dall’età media molto giovane.

E poi c’è stata la stagione al Leicester. Ed è proprio grazie alla promozione ottenuta quest’anno, alla guida delle Foxes, che Maresca ha attirato le attenzioni del Chelsea. Come scrive sempre The Athletic in quest’altro articolo, a Stanford Bridge sono rimasti impressionati dal suo percorso in Championship, dalle sue idee tattiche e dal modo di valorizzare l’organico. Il Leicester, dopo una sola stagione in seconda divisione, è ritornato con prepotenza in Premier League grazie a un percorso quasi perfetto, fatto di 31 vittorie (pareggiato il record per la categoria) in 46 giornate, con il secondo miglior attacco e, soprattutto, la migliore difesa del torneo. Proprio subire qualche gol in meno è uno degli obiettivi del Chelsea, che è reduce da un campionato con 63 reti al passivo, peggio di squadre come l’Everton e il Fulham. E proprio la solidità difensiva è una delle chiavi della Enzo way, che fa del possesso palla e del pressing il suo mantra — anche a costo di sembrare noioso, come più volte gli è stato contestato nel corso della stagione — per tenere gli avversari lontani dalla propria area di rigore.

Questa idea di calcio nasce, prende spunto, e si affina sotto la guida di Manuel Pellegrini prima e di Pep Guardiola poi – nell’anno in cui il Manchester City è riuscito a vincere il Treble, 2022/23, Maresca era uno degli assistenti del tecnico catalano. Soprattutto l’ha perfezionata  grazie agli scacchi, di cui Maresca è un grandissimo appassionato, e su cui ha scritto la tesi alla fine del percorso di formazione da allenatore a Coverciano: «Un allenatore può solo trarre beneficio dall’acquisire la mente di un buon giocatore di scacchi», ha spiegato, «aiutano l’acquisizione della destrezza per ideare tattiche e strategie, il miglioramento della creatività e facilitano la concentrazione. Gli scacchi ti insegnano a controllare l’eccitazione iniziale quando vedi qualcosa di bello e ti allenano a pensare in modo obiettivo quando ti vedi in pericolo». Insomma, Maresca sembra un po’ tutto. Giovane ma già esperto, classico e rock allo stesso tempo. A Stamford Bridge sembrano essere sicuri che sia l’uomo in grado di riportare il Chelsea ai piani alti del calcio inglese ed europeo.

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