Alla fine, ovviamente, il Manchester City e il Girona giocheranno entrambe la Champions

Al club catalano è bastato cambiare alcuni dirigenti per "aggirare" le regole UEFA sulla multiproprietà.
di Redazione Undici 05 Luglio 2024 alle 11:05

Negli ultimi mesi, via via che la qualificazione in Champions del Girona diventava un’ipotesi sempre più realistica, si sono rincorse incertezze e voci sparse sul fatto che il City Football Group avrebbe potuto avere dei problemi da risolvere. A pensarci bene, era ed è inevitabile: il club catalano condivide la proprietà con il Manchester City, che ha vinto la Premier League e quindi si è qualificato alla Champions League. E nel regolamento UEFA, naturalmente, c’è un articolo che proibisce la partecipazione di due squadre con gli stessi proprietari alla stessa competizione – fino all’anno scorso era proibita l’iscrizione a «tornei comunicanti tra loro», come Champions ed Europa League, ma il nuovo format ha cancellato questa eventualità. Insomma, per dirla in parole povere: il Girona non sapeva se avrebbe potuto partecipare alla Champions, visto che di fatto era legata a un’altra squadra qualificata alla stessa manifestazione.

In realtà una situazione del genere si era già verificata in passato. Con Lipsia e Salisburgo, con Milan e Tolosa, e si era sempre trovata una soluzione per “aggirare” il regolamento UEFA. Ebbene, anche questa volta è andata così. Andrà così. A raccontarlo è il Times, quindi una fonte abbastanza autorevole, secondo cui tre membri del consiglio di amministrazione del Girona si sono dimessi dalle loro cariche. Inoltre, le quote in possesso del CFG, sempre guardando al pacchetto azionario del Girona, scenderanno dal 47% al 30%. E saranno gestite attraverso un blind trust, vale a dire una forma di trust costituita allo scopo di separare completamente un soggetto dal proprio patrimonio, così da evitare alcune forme di conflitto di interessi. In questo modo, quindi, è stato ridotto – anche se non reciso del tutto – il legame col City Football Group.

I tre membri dimissionari del consiglio del Girona – il responsabile legale del Manchester City Simon Cliff, il commercialista John MacBeath e Ingo Bank, un dirigente finanziario senior di CFG – verranno sostituiti da tre soci dello studio legale Wiggin Osborne Fullerlove (Matthew Shayle, Edward Hall e Paul Hunston), che ha sede a Cheltenham. La maggioranza delle quote resterà ancora nelle mani di Pere Guardiola, fratello di Pep, e anche questo è un segnale piuttosto significativo: il City Football Group vuole mantenere il controllo sul Girona ma senza togliergli la possibilità di giocare la Champions. Visto che, come detto, era già successo in passato, è chiaro che il regolamento UEFA debba essere adattato per evitare questi chiari ed evidenti raggiri. Oppure, molto più semplicemente, l’idea stessa della multiproprietà dovrà essere assorbita e gestita in modo diverso.

>

Leggi anche

Calcio
Il traghettatore del Chelsea, Calum McFarlane, ha una storia davvero incredibile
La Norvegia, le fondazioni benefiche e poi la crescita all'interno dei Blues. Intanto, però, è un allenatore solo ad interim perché gli manca il patentino.
di Redazione Undici
Calcio
Viaggio nella rivoluzione tecnologica che sta cambiando il calcio
Reportage dal quartier generale FIFA, a Zurigo, dove è stato avviato e si sta compiendo un processo che trasformerà il gioco. I protagonisti sono l’intelligenza artificiale e Lenovo, Official Technological Partner della Federazione Internazionale.
di Alfonso Fasano
Calcio
Grazie alla sua nuova proprietà e alle docuserie sulla squadra, il Wrexham ha attirato tantissimi nuovo tifosi da tutto il mondo (che hanno cambiato l’economia del club e della città)
Una fanbase globale costruita dentro e fuori dal campo, destinata soltanto a crescere se il sogno Premier League dovesse diventare realtà.
di Redazione Undici
Calcio
C’è una squadra di Championship, l’Hull City, che ha rotto completamente le statistiche: è in lotta per i playoff ma i suoi dati avanzati sono da zona retrocessione
Un paradosso che affascina gli addetti ai lavori, e con cui chiaramente gli arancioneri convivono benissimo.
di Redazione Undici