Lo Strasburgo è la prima squadra delle cinque leghe top a schierare una squadra titolare composta da giocatori nati dal 2000 in poi

È successo in occasione della prima giornata di Ligue 1, peraltro vinta dagli alsaziani. Il più anziano in campo nel Racing? L'argentino Joaquín Panichelli, 23 anni da compiere.
di Redazione Undici 18 Agosto 2025 alle 17:32

Penders; Amo-Ameyaw, Høgsberg, Sarr, Mwanga, Ouattara; El Mourabet, Barco, Lemaréchal; Emegha, Panichelli. Allenatore: Liam Rosenior. Segnatevi bene questa formazione, perché non capitava da cent’anni e non sarà battibile per almeno altrettanti: da ieri lo Strasburgo è ufficialmente la prima squadra dei primi cinque campionati europei a schierare in campo un undici interamente composto da giocatori nati nel nuovo secolo (o in questo caso millennio). Cioè dal 2000 in su. L’evento da record – prima o poi doveva naturalmente accadere, ma nessuno aveva ancora osato abbastanza – si è verificato nel corso della prima giornata di Ligue 1 2025/26, con il club alsaziano in grado di espugnare il campo del Metz per 0-1. Il mattatore di questa partita storica? Capitan Emanuel Emegha, classe 2003. Uno dei “vecchietti” del gruppo.

Il dato in effetti è notevole, perché lo Strasburgo ha raggiunto e al contempo superato non di poco la fantomatica quota 2000. Domenica il più anziano giocatore titolare del Racing è stato Joaquín Panichelli, attaccante argentino classe 2002. I più giovani invece Lucas Høgsberg e Samuel Amo-Ameyaw, entrambi difensori 19enni. E anche fra i tre subentrati non si registra alcun calciatore nato nel Novecento. Anzi: all’80’ c’è stata gloria anche per Kendry Páez, promettente talento offensivo ecuadoregno classe 2007. Nel complesso, l’età media della formazione scelta da Rosenior – a sua volta allenatore emergente, 41 anni da poco compiuti – tocca appena i 20,7 anni d’età. E il quadro non cambia granché considerando l’intera rosa dello Strasburgo: 21,8 anni, stando a Transfermarkt (sono tutti under 25, tranne l’esperto portiere classe ’90 Karl Johan-Johnsson e il terzino 30enne Eduard Sobol).

È il risultato di una chiara scelta societaria, soprattutto da quando il Racing fa parte della stessa multiproprietà del Chelsea – con annesse proteste dei tifosi, che accusano la nuova dirigenza di aver ridotto i propri colori a club satellite dei Blues. Che la squadra sia al centro di una profonda rivoluzione interna, tecnica e manageriale, è fuori discussione. Basti pensare che non vi è più traccia degli interpreti che pure militavano con questa maglia in Ligue 1 due o tre stagioni fa. Nel 2022/23 l’età media del gruppo era di 26 anni (col veterano Kawashima tra i pali, classe ’83). L’annata successiva è scesa a 24. Quella appena conclusa a 22,2. Al contempo, il valore di mercato della rosa è quasi triplicato: da 123,5 a oltre 307 milioni di euro nel giro di un quadriennio. Tendenza chiara. Anche a fronte di un massiccio salto di qualità e quantità sul versante degli investimenti: 87 milioni già spesi sul mercato soltanto nella sessione in corso.

Certo, molti dei talenti dello Strasburgo oggi risultano in prestito o sono già partiti verso destinazioni più prestigiose – ed è proprio la corsia preferenziale verso il Chelsea ad aver indispettito la piazza. Eppure Emegha e compagni stanno dando importanti risposte sul campo, a partire dalla prima storica qualificazione societaria in Conference League. Nel medio-lungo termine è tutto da vedere se il valore sportivo e patrimoniale prodotto dal Racing sarà reinvestito e tutelato all’interno del Racing. Il presente però è tutto della squadra di Rosenior. E a giudicare dalla distinta di gara, anche una buona fetta di futuro.

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