Paul Pogba è tornato in campo dopo due anni, e lo ha fatto a modo suo, con stile

Cambi di gioco millimetrici, tocchi di tacco e passaggi no-look. Con la sua corsa leggera e lo sguardo sempre alto, l'ex centrocampista della Juve e della Francia ha esordito con il Monaco. E sembra volersi riprendere tutto.
di Redazione Undici 01 Dicembre 2025 alle 14:14

Dopo 811 giorni di silenzio, da Juventus-Empoli del 3 settembre 2023, Paul Pogba è tornato a essere un calciatore vero. Il 22 novembre scorso ha esordito con la maglia del Monaco contro il Rennes: all’85esimo minuto, con la squadra sotto per 4-0 e in inferiorità numerica. Cinque minuti che per chiunque altro sarebbero passati inosservati, dimenticati dal mondo. A Pogba, però, è bastata la presenza per lasciare il segno, rievocare quel senso estetico appagante che la sua carriera scolpito nelle nostre menti. È riapparso esattamente come lo avevamo idealizzato: guantini neri, scarpini bianchi e calzettoni tirati rigorosamente sopra le ginocchia. Tra eleganza, controllo e visione, non è mancata la bellezza della sua corsa leggera, il mento sollevato verso il cielo, alla ricerca di un destinatario per un cambio di gioco improvviso e millimetrico. O ancora: abbiamo rivisto i cambi di direzione con il tacco e i dribbling tenendo il pallone sospeso a mezz’aria, tra le teste degli avversari. Proprio così, è avvenuto il ritorno di Pogba. Pochi attimi, 22 minuti totali con il suo inconfondibile stile – inclusa la partecipazione alla vittoria per uno a zero di questo weekend contro il PSG – ma sufficienti per illuderci ancora una volta che possa davvero tornare ai suoi livelli.

Al fischio finale della partita contro il Rennes, il centrocampista francese si è inginocchiato sul terreno, premendo la fronte sul campo bagnato. Raccogliendosi in gesto di preghiera e dolore, in un insieme di speranza e tristezza – le stesse che hanno caratterizzato la sua carriera finora. Pogba è poi scomparso verso gli spogliatoi con le lacrime agli occhi e la mano sul cuore, travolto dal carico emotivo accumulato negli ultimi anni complicati, passati lontano dal campo. Invece, dopo la vittoria contro il PSG, la scena è cambiata. È andato direttamente dai suoi tifosi, vis-à-vis, manifestando ancora un carisma da leader e rassicurando tutti sul futuro della squadra, sulla coesione e sull’impegno del gruppo. Un segnale chiaro della sua voglia di tornare a essere il volto principale di un club, nonostante i 26 mesi trascorsi in un limbo, appeso tra gli edit sui social media e i vecchi ricordi.

Nel periodo di assenza, il mondo del centrocampista francese è crollato: «La fama era scomparsa, gli amici non mi chiamavano più: non ero presente», ha dichiarato a luglio. Ha attraversato un autentico calvario, accumulando più prove di quante molti calciatori ne incontrino in un’intera carriera. Ha affrontato un infortunio dietro l’altro: dalla lesione al menisco alla caviglia, passando per un’interminabile serie di problemi muscolari che, dal suo ritorno alla Juve nel 2022, lo hanno limitato a soli 161 minuti in bianconero. A questo si è aggiunta la squalifica per doping di quattro anni (poi ridotta a 18 mesi), che lo ha costretto a domandarsi con angoscia se valesse ancora la pena continuare a giocare. Infine, c’è stato lo strano caso di un ricatto da 13 milioni di euro, culminato con la condanna per estorsione di suo fratello Mathias e altri cinque uomini. Tutta questa sofferenza è esplosa in un pianto denso di dolore al momento della firma del contratto con il Monaco quest’estate. Lacrime che, a tutti gli effetti, hanno segnato il suo nuovo, atteso inizio.

Questa battaglia interiore l’aveva descritta nella prima conferenza stampa a Montecarlo: «Nella mia testa, in questo periodo, c’era un angelo che diceva: “Tornerai”, e un demone che diceva: “È finita”». Inizialmente, le ombre di Pogba sembravano avessero avuto ancora una volta la meglio, con l’esordio a inizio stagione rimandato prima a causa di un problema alla coscia e poi di una distorsione alla caviglia. Ma ora il suo ritorno è realtà. Il Francese ha scelto il Monaco per la sua rinascita: un ambiente finalmente tranquillo e – fattore cruciale – un centro medico moderno, capace di assisterlo in ogni occasione. Adesso ha lo sguardo proiettato sul Mondiale 2026. Deschamps è tornato a convocare i suoi fedelissimi, veterani scomparsi dai riflettori come Kanté e Thauvin. Magari, anche grazie al suo stile elegante e pungente, Paul Pogba potrà unirsi a loro. E rinascere, definitivamente.

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