Dopo alcune stagioni davvero terribili, il Deportivo La Coruña sta iniziando a rivedere un po’ di luce

La partita di Copa del Rey contro l'Atlético Madrid è la prima sfida a una big dopo otto anni durissimi nelle serie minori, e sempre sull'orlo del crac finanziario.
di Redazione Undici 13 Gennaio 2026 alle 13:01

Per il Deportivo La Coruña, gli ultimi anni sono stati soprattutto lacrime e sangue. In breve: dopo la retrocessione in Segunda División del 2018, il club galiziano è sceso ancora di una categoria nel 2020, per qualche settimana ha rischiato un clamoroso salto all’indietro in quinta divisione – complice anche una cervellotica riforma dei campionati – ed è riuscito a rimettere piede in Segunda soltanto nella primavera del 2024. In mezzo, come succede quasi sempre in certe circostanze, le notizie sul Depor riportate dai giornali spagnoli e regionali erano incentrate sui debiti, sui problemi con le banche e con l’amministrazione comunale. E sullo sfondo c’era una tifoseria sfiduciata e disillusa, forse un po’ meno numerosa ma comunque presente.

Ecco, il periodo nero sembra essere finito. Qualche mese fa, infatti, il Deportivo ha rifiutato un’offerta da 35 milioni di euro per Yeremay: un segnale inequivocabile di una condizione finanziaria tornata a essere sotto controllo, se non addirittura florida. E adesso è il momento di una partita contro le big, anche se “solo” in Copa del Rey: dopo aver eliminato il Maiorca nei 16esimi di finale, ora è la volta dell’Atlético Madrid, che torna al Riazor otto anni dopo dall’ultima volta. Si tratta di un vero e proprio evento per una generazione di tifosi: dal 2018 a oggi, lo stadio di A Coruña non ha ospitato solo due squadre di Liga, l’Alavés e Osasuna; per altro, quelle due gare – ovviamente di Copa del Rey – furono giocate nel periodo delle restrizioni legate alla pandemia, quindi i sostenitori galiziani non poterono godersele appieno.

Stavolta, però, le cose andranno diversamente. E saranno anche percepite diversamente, visto che il Depor sta vivendo un momento quantomeno incoraggiante, sia in campo che fuori: la squadra galiziana può seriamente coltivare l’ambizione di tornare in Liga, visto che al momento è quinta in classifica e ha soltanto quattro punti di distacco dal primo posto (occupato da Racing Santander e Las Palmas). Inoltre, e la notizia è vecchia di pochi giorni, la dirigenza ha annunciato un aumento di capitale di 30 milioni di euro. Una situazione che nessuno poteva aspettarsi sei anni fa, quando Abanca fu praticamente costretta a subentrare come azionista di maggioranza: allora il bilancio registrava debiti per 160 milioni di euro, l’attuale presidente Escotet – che nel 2020 guidava proprio Abanca – ha raccontato a El País che «qualsiasi analista ci sconsigliava di fare quell’operazione, e io personalmente non ho mai visto un’azienda in condizioni finanziarie peggiori. Noi però abbiamo voluto prenderci un impegno forte nei confronti della città e di ciò che rappresenta il Depor».

Beh, si può dire che adesso il Deportivo e la sua gente hanno ricominciato a vedere un po’ di luce: in occasione della sfida contro l’Atlético, gli spalti saranno pieni e accoglieranno anche tanti ragazzi che si sono innamorati della squadra soltanto negli ultimi anni, nel corso delle stagioni vissute tra terza e seconda divisione. Non a caso, viene da dire, Diego Simeone ha detto che «sarà un match difficile in uno stadio molto bello, molto caldo». Naturalmente il Cholo ha tanti ricordi delle partite infuocate vissute al Riazor, sia da giocatore che da tecnico. Solo che il Riazor, oggi, ha un’anima e una storia diversa rispetto a qualche anno fa. Una storia che è finalmente pronta a ricominciare.

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