Il Tottenham in lotta per la salvezza è un problema per tutto il calcio europeo, visto che potrebbe scoraggiare gli investitori e causare un danno complessivo di 1,73 miliardi di euro

Gli Spurs sono stati tra i club più fruttuosi degli ultimi anni. Eppure al momento sono terzultimi in Premier League: non proprio un segnale di stabilità, per i mercati.
di Redazione Undici 26 Aprile 2026 alle 19:51

Ryan Norys, chief revenue officer del Tottenham, sarebbe dovuto intervenire davanti all’élite del business americano il mese scorso ad Austin, in Texas, per il South by Southwest. Tuttavia, la lazione di business in salsa english football, è stato cancellato all’ultimo minuto. Il motivo? A quasi 8.000 chilometri di distanza, gli Spurs erano appena stati travolti 5-2 dall’Atlético Madrid, uscendo di fatto dalla redditizia Champions League. Ed erano sull’orlo della zona retrocessione in Premier League.

Le cose non sono cambiate, anzi se possibile sono peggiorate: la squadra di De Zerbi si trova attualmente al terzultimo posto, ha due punti di svantaggio dal West Ham quartultimo e quindi rischia seriamente la caduta in Championship. Se le cose non migliorassero, si tratterebbe di un vero e proprio shock sismico per il calcio globale. E per i mercati. Sì, perché parliamo di una squadra che nelle ultime stagioni si è affermata come una delle realtà più solide del business calcistico: i ricavi sono triplicati fino a superare i 650 milioni di euro, grazie ai risultati sul campo e a uno stadio da un miliardo che ospita concerti di Beyoncé, partite di football americano e persino gare di go-kart. In virtù di questa condizione, una retrocessione in Champions sarebbe un colpo durissimo alla credibilità del sistema calcio come settore di investimenti redditizi. E causerebbe un danno complessivo, guardando ai valori del brand, di 1,73 miliardi di euro.

«È come se un appaltatore statale perdesse un grande progetto infrastrutturale», ha spiegato al Times l’analista François Godard. Secondo Ampere Sports, i ricavi potrebbero crollare di circa 311 milioni di euro, mentre la valutazione del club — che è arrivata a sfiorare i 4 miliardi — subirebbe un drastico ridimensionamento. Le difficoltà non nascono dal nulla. Una parte della tifoseria accusa la dirigenza di aver privilegiato sviluppo immobiliare e branding globale a scapito dei risultati sportivi. Critiche riguardano anche l’elevato turnover degli allenatori e i prezzi dei biglietti tra i più alti del campionato.

Per anni, le figure chiave sono state il miliardario Joe Lewis e il suo storico collaboratore Daniel Levy. Sotto la loro gestione, il Tottenham è stato a lungo considerato uno dei club meglio amministrati d’Europa, culminando nel 2019 con l’inaugurazione del nuovo stadio e la finale di Champions League raggiunta sotto la guida di Mauricio Pochettino, con in campo stelle come Harry Kane e Son Heung-min. Da quel momento, però, è iniziata la discesa. Pochettino è stato esonerato pochi mesi dopo, aprendo una fase di instabilità tecnica e decisioni di mercato poco efficaci. Neanche il successo in Europa League di un anno fa, che ha rimpinguato la bacheca del club dopo quasi vent’anni d’astinenza, è riuscito a invertire il trend.

La dirigenza ha ora riconosciuto gli errori: sono stati sospesi progetti immobiliari, promessi maggiori investimenti sugli stipendi e avviate nuove strategie per migliorare mercato, gestione degli infortuni e settore giovanile. Tuttavia, per molti tifosi, questi interventi arrivano troppo tardi. E non solo per i tifosi londinesi: un tonfo sportivo come la retrocessione degli Spurs metterebbe in discussione la percezione di stabilità dei grandi club europei, rendendoli meno attraenti per gli investitori. Un aspetto particolarmente sensibile per il mercato americano, dove il concetto di retrocessione è assente. «Gli investitori statunitensi odiano la retrocessione», ha sottolineato Godard. E il rischio che persino club consolidati possano precipitare potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui il calcio europeo viene valutato sul piano finanziario.

>

Leggi anche

Calcio
Se il Getafe di Bordalás è in corsa per tornare in Europa, una buona parte del merito è anche dell’intelligenza artificiale
Report con percentuali di vittoria, piani partita personalizzati e tre tablet che durante il match analizzano dati fisici e aspetti tecnico-tattici: la rivoluzione "predittiva" dell'AI, in Liga, è già cominciata.
di Redazione Undici
Calcio
Cosa sappiamo delle indagini a carico di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale della Serie A e della Serie B, in attesa dell’interrogatorio del 30 aprile
La Procura di Milano ha notificato un avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Le accuse riguardano interferenze illecite al VAR e di alcune designazioni pilotate.
di Redazione Undici
Calcio
Il traghettatore del Chelsea, Calum McFarlane, ha una storia davvero incredibile
La Norvegia, le fondazioni benefiche e poi la crescita all'interno dei Blues. Intanto, però, è un allenatore solo ad interim perché gli manca il patentino.
di Redazione Undici
Calcio
Viaggio nella rivoluzione tecnologica che sta cambiando il calcio
Reportage dal quartier generale FIFA, a Zurigo, dove è stato avviato e si sta compiendo un processo che trasformerà il gioco. I protagonisti sono l’intelligenza artificiale e Lenovo, Official Technological Partner della Federazione Internazionale.
di Alfonso Fasano