È arrivata Athletics Mind, una nuova piattaforma digitale per il benessere mentale degli sportivi

L'app fondata da Andrea Ranocchia vuole diventare un punto di riferimento, un ecosistema di supporto (psicologico e nutrizionale) per professionisti e amatori.
di Redazione Undici 11 Settembre 2026 alle 13:01

È da diversi anni, viene da dire per fortuna, che i media e le persone comuni sui social stanno iniziando a sdoganare il tema della salute e del benessere mentale. Finalmente si parla di psicoterapia e di supporto psicologico senza più viverlo come un tabù, finalmente si invitano le persone a entrare in contatto con queste tematiche, con questo mondo, con questo sistema di aiuti e di sostegno. Anche nello sport, in questo senso, le cose stanno migliorando: diversi club e calciatori e atleti in generale (la Juventus, Mattia Perin, Michail Antonio, Jude Bellingham, Robin Gosens, Simone Biles) si sono esposti in modo chiaro su questa tematica, e così è iniziato un processo di sensibilizzazione e di cancellazione dello stigma. Ora, però, è il momento di dare un’ulteriore accelerazione. Ed è in questo contesto che si inserisce Athletics Mind, la nuova piattaforma fondata da Andrea Ranocchia (ex capitano dell’Inter) insieme all’AD Luca Biondi, a Michele Cucchiarini per lo sviluppo digitale e a Luca Simonetti per la parte finanziaria e strategica. Insieme a loro, nel progetto sono stati coinvolti, tra gli altri, anche Massimo Ambrosini, Alessandro Bastoni, Fabio Fognin, Gianluca Gazzoli, Simone Giannelli, Filippo Magnini, Mattia Perin, Antonio Pintus e Andrea Pirlo

Ma che cos’è, esattamente, Athletics Mind? E che ruolo avrà nell’aiutare gli sportivi a lavorare sul proprio benessere mentale? Di fatto si tratta di un’app, di una piattaforma online a cui gli sportivi – di tutte le età, agonisti e amatoriali – possono accedere per avere un supporto specialistico dal punto di vista psicologico e nutrizionale. Il team è già composto da oltre 30 professionisti della salute ed è guidato dalla psicoterapeuta e psicologa dello sport Lucia Bocchi e da Andrea Valigi, medico nutrizionista specializzato in alimentazione sportiva. Ovviamente si parte dagli psicologi, e in questo senso il roster è stato composto in collaborazione con il Centro Studi e Formazione in Psicologia dello Sport, ma si arriva anche ai nutrizionisti. Lavorando insieme, questi due reparti di Athletics Mind offrono percorsi personalizzati (eventualmente anche separati, non per forza bisogna essere seguiti in entrambi gli ambiti) per tutti gli utenti, dando vita a un vero e proprio ecosistema digitale, un punto di riferimento per le persone che fanno sport. Soprattutto per i ragazzi che coltivano il sogno di diventare professionisti, o che vogliono semplicemente divertirsi – perché no? E nn solo: anche le società sportive, le famiglie, gli allenatori, gli agenti e le Federazioni possono accedere a dei pacchetti creati su misura.

L’idea alla base del progetto è che ogni atleta sia essenzialmente una persona, primariamente una persona. E che quindi abbia delle fragilità, che possa vivere dei momenti belli ma anche difficili  – in questo senso, il logo di Athletics Mind riproduce l’up&down prestazionale tipico di chi fa sport – e abbia bisogno di un supporto ritagliato su di sé. Quindi l’obiettivo finale non è solo quello di dare un sostegno a queste persone, ma di farlo nel modo giusto, nei tempi giusti, con la sensibilità giusta. Tutte condizioni che possono verificarsi solo quando c’è un rapporto diretto tra i professionisti della salute e la persona che chiede aiuto.

In questo senso, le parole di Andrea Ranocchia sono davvero significative: «Con il progetto Athletics Mind», dice l’ex difensore a Undici, «abbiamo voluto creare uno spazio sicuro e qualificato in cui allenare la mente, un ambiente degli atleti per gli atleti che a me, ai tempi in cui ero un professionista, sarebbe servito moltissimo. E lo stesso discorso vale anche per tanti altri colleghi. L’obiettivo è che gli atleti, a qualsiasi livello, vivano bene lo sport, abbiano un rapporto sano con la loro autostima, con le loro performance, con i loro risultati. Noi, insomma, non aiutiamo a vincere, ma a poter dire: “Ho fatto tutto quello che potevo, il meglio di me”. È una differenza importante, perché nel mio caso ho avuto bisogno di fare un percorso per accettare determinate situazioni. Penso agli infortuni, ai momenti in cui le mie prestazioni non erano buone, ai periodi in cui le difficoltà personali incidevano sul rendimento in campo. Se avessi avuto un supporto in quei momenti, ne sono sicuro, la mia carriera sarebbe andata meglio. Ecco, il nostro progetto vuole offrire questa opportunità qui a tutti gli sportivi, indistintamente».

Anche Lucia Bocchi, che ha seguito Ranocchia nel corso della sua carriera e lo affianca in questa nuova avventura, ha spiegato che «lo sport è una palestra di vita, di fatto insegna a vivere. E ad accettarsi. Con Athletics Mind, offriamo dei percorsi personalizzati su questo tipo di consapevolezza. E lo facciamo attraverso il nostro lavoro di psicologi dello sport,  come dei veri e propri garanti del benessere mentale in ambito sportivo». Ma questo, per Athletics Mind, è solo l’inizio: dopo il lancio, la piattaforma è già al lavoro per potenziare e ampliare la propria offerta, per organizzare eventi live, per coinvolgere un numero sempre maggiore di sportivi e di professionisti. Perché allenare la mente, a volte, può essere ancora più importante che lavorare sul fisico, sul corpo. E adesso, per fortuna, ne siamo un po’ più coscienti.

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